Alla prima prova di condivisione delle decisioni con i partiti di maggioranza attraverso il metodo della concertazione , la maggioranza regionale si è dimostrata incapace di uscire da una riunione con un accordo, ognuno continuando a tirare dalla propria parte e mostrando che un po’ di ragione il Governatore ce l’aveva quando ha tirato dritto per la sua strada facendo le nomine di testa propria. La conclusione è che da oggi la Fondazione Ambiente è senza testa perché ufficialmente scaduto il mandato di Mussuto , a proposito del quale non c’è stato uno straccio di ringraziamento da parte dei vertici della Regione, a dimostrazione che anche quando lavorano bene ( e Mussuto lo ha fatto) la sola cosa che di buono possono fare, per questo esecutivo regionale, è di andarsene.  Per la fame che c’è in giro ci vorrebbe la moltiplicazione dei posti, non bastando quelli che sono in circolazione. Ma il dramma è che, anche quando una postazione viene riconosciuta ad un partito, bisogna aspettare che questo finisca di litigare al proprio interno tra una fazione e l’altra, così che prima si litiga tra partiti per chi deve avere che cosa e poi si litiga all’interno dei partiti per sapere se deve andarci tizio o caio. Per  il nuovo governo del merito, della capacità e della concretezza presentato all’opinione pubblica da parte  dal Generale, queste defaillance sono  inciampi di non poco conto, e non è detto che quello che sta succedendo non gli dia il pretesto per tornare all’antico: decido io e chi vuol seguirmi lo faccia. Ora  il fatto è questo: che mentre per la Fondazione Ambiente  i ritardi non impattano immediatamente sulla vita delle persone, mentre per il direttore di acquedotto lucano si può aspettare qualche giorno perché c’è una dirigenza in pieno assetto, per l’Arlab e l’Apibas, l’urgenza di intervenire è tale che ogni ritardo ricade sulla vita delle  persone, trattandosi di due enti che sono in pista di decollo ma  si scoprono alla partenza privi di piloti. Per l’Arlab, proprio ieri la Svimez rendeva noto in sede di audizione al Parlamento che le stime di crescita dell’occupazione per il 2021 e 2022 sono buone e con una buona gestione del PNRR si potrebbe consolidare questa tendenza ad equilibrare la crescita del Paese e quindi, ora più che mai c’è bisogno che la Basilicata tenga pronti gli strumenti per guidare questa crescita. Per l’Apibas, nata come la Fenice dal disastro del consorzio industriale potentino, sembra sia prevalso il buon senso di rispettare le indicazioni prese al momento del prima organigramma regionale, quando si decise che sarebbe toccato a Nicola Benedetto, organizzatore delle liste di Idea,  il nuovo ente nascente dalla unificazione dei due consorzi , tanto che nelle more di questa riforma, si assegnò all’avv. Pagano,  la conduzione del Consorzio potentino. Ci si aspettava dunque una riconferma dello stesso, almeno in questa prima fase dell’apibas, perché l’uomo conosce le situazioni, ha operato in una difficoltà notevole e si è preso anche la sua buona dose di responsabilità e rischio per non far naufragare il tutto in un momento di importanza vitale per il passaggio da una situazione all’altra. Ma, a quanto sembra, gli equilibri interni al raggruppamento di Idea sono cambiati e la responsabile regionale del partito, delegata da Toti, propende per un altro  candidato, anche lui corredato di professionalità, con il che mettendo in crisi il cosidetto metodo Bardi , secondo il quale ai partiti tocca la indicazione di una rosa di nomi e che a lui tocca la scelta della singola persona. Un metodo che a parole tutti hanno accettato ma che nei fatti , dalla Lega a Fratelli d’Italia a Idea, nessuno intende rispettare.  Tutto può cambiare, per carità, ma passare dal decido tutto io al fate quello che vi pare, sembra un passo indietro  non di poco conto.  Ma si sa , le priorità della politica non sempre vanno nella stessa direzione del buon senso. Chiunque sia, i dipendenti del Consorzio imbarcati loro malgrado in questa avventura, chiedono solo che il pilota  si presenti subito sulla pista di volo, prima che il tutto sfoci in un mezzo disastro.  r.r.