Fischiare in piazza l’operato del sindaco e dell’assessora allo sport della propria città, dopo che essi nelle condizioni date, hanno fatto il possibile per restituire il Viviani alla società del Potenza ed ai tifosi nei tempi previsti dal cronoprogramma dei lavori, mi sembra un’azione pretestuosa e ingenerosa.
L’organizzazione societaria e il destino del Potenza dipende in parte anche dalle condizioni dello stadio e delle sue strutture poiché la proprietà del campo è del comune e con esso la società deve necessariamente interagire perché ognuno faccia la propria parte.
Il comune ha stipulato una convenzione annuale con la società del Potenza per l’utilizzo e la gestione del campo e il pagamento di tutte le utenze e della piccola manutenzione occorrente per mantenere in buono stato la struttura. Alla proprietà spetta l’onere di tutte le modifiche strutturali e funzionali dello stadio.
Sono anni che lo stadio versa in condizioni di fatiscenza, ma idoneo per i campionati dilettantistici, si sono avvicendate tante amministazioni ma nessuna ha investito un euro su una struttura sportiva che a periodi alterni, negli ultimi dieci anni, ha partecipato ai campionati regionali e interregionali.
Quando è venuto fuori il problema del Viviani ? e quando si è presa coscienza dei limiti e delle molte carenze della struttura rispetto alle regole di sicurezza che un impianto sportivo a norma contempla? solo l’anno scorso, con la gestione Caiata: Al passare dei mesi, tutto l’ambiente ha preso coscienza che il nuovo presidente aveva un progetto concreto di investire sul Potenza Calcio e portarlo dalla stalla alle stelle cioè garantire alla città una squadra che potesse andare nei campionati professionistici e restarci il più a lungo possibile.
Il Potenza a Santa Cecilia
Progetto che ha avuto la premessa nella vittoria nel campionato di serie D, ottenuta con determinazione e sicurezza dei propri mezzi.
Dopo un anno e dopo avere conquistato a maggio la promozione in serie C l’amministrazione comunale si è trovato di fronte al problema di porre mano ad una struttura fatiscente e renderla idonea secondo le normative vigenti imposte dalla FIGC e dagli organi di polizia per la sicurezza dell’ordine pubblico in tempi ristrettissimi.
Non proprio una passeggiata dal punto di vista tecnico e da quello economico: fare i conti con le risorse disponibili, fare scelte progettuali compatibili con la struttura esistente ed i tempi di realizzazione e poi decidere le priorità dei lavori da porre in essere, oltre quelli obbligati dagli organi competenti.
Da ricordare, a tale proposito, che Sindaco e assessore fischiati sul palco, sono gli stessi a che hanno effettuato, l’anno prima, il primo importante intervento di sostituzione del manto verde con tappeto in erba sintetica di ultima generazione con un investimento di 500.000 euro.
Allo stato dei fatti e alle condizioni date cosa avrebbe dovuto fare il comune in più o in meno rispetto ai lavori svolti e anche in tempi accettabili per non meritare gli ingenerosi fischi della piazza?
Mi sono sforzato, ma non riesco a comprendere, dove gli amministratori comunali sono stati cosi inadempienti o superficiali o non collaborativi e incapaci . E’ solo per la soluzione poco estetica e poco pratica dei cancelli su viale Viviani? Non credo. Ho il timore che il clima elettorale e l’imminenza delle prossime regionali abbiano un ruolo in questo inatteso comportamernto di parte della tifoseria da cui ogni tifoso che ragiona senza doppi fini si chiama fuori.
