ROCCO ROSA

La mappa geopolitica uscita dal 4 marzo è eloquente: il Sud che ha voltato le spalle al Pd e gli ha preferito i Cinquestelle, dalla Sicilia fino al Molise ha una forte quota di ex simpatizzanti del centrosinistra delusi da una coalizione che, se ha pensato a rimettere la barca in linea Paese di galleggiamento, non ha prestato attenzione ai naufraghi più deboli, a quelli che si aspettavano una mano perchè in difficoltà. Verso questi  si è volontariamente diretta la propaganda politica di Di Maio e Grillo, esasperando il concetto di casta, mettendo in evidenza la corruzione, dipingendo, con colori forti ma con una certa capacità di suggestione, il distacco esistente tra chi era dentro il Palazzo e chi veniva lasciato fuori. E’ un Movimento che ha lavorato in profondità, utilizzando i temi più forti e le situazioni più esposte regione per regione, dai guasti ambientali prodotti dal petrolio, alla povertà, alla fuga dei giovani. Anche Salvini ha vinto nel Sud, ma sulla base di una propaganda che non raccoglieva il disagio ma la paura , non le istanze di bisogno  di sviluppo ma solo quelle di bisogno di sicurezza contro il pericolo dell’immigrazione. Uno ha guardato a chi stava male, l’altro ha fatto una operazione di marketing politico, prima creando il bisogno di sicurezza ( con la sua campagna xenofoba), poi ergendosi a risolutore dei problemi con la sua proposta di cacciarne centomila all’anno. Se il Pd di Martina ha deciso di non stare in Aventino e contemporaneamente di prendersi il tempo  per riorganizzare la propria offerta prima di tornare al voto, allora deve trattare con i Cinque stelle per  mettere all’esame chi gli ha sottratto i voti e dimostrare a quelli che gli hanno preferito la nuova offerta, di aver capito la lezione e di voler tornare a guardarsi indietro, a chi sta peggio, a chi non ha lavoro, a chi  non trova ascolto nelle istituzioni, a chi non è rappresentato nella lotta alla vita e nel diritto allo sviluppo. Non solo ma Renzi che in questi giorni è oggettoi di attacchi ingiustificati dalla minroanza del partito deve resistere alla tentazione di fare giochi alternativi percè è proprio questo che Orlando e c.aspettano per ottenere due piccioni con una fava: metetre Renzi fuori gioco rispetto ad una trattativa che Mattarella e l’Europa consigliano. Ogni altra partita non avrebbe senso, primo perché è definitivamente sconfitta la strategia di chi voleva rafforzare il centro per rifare un grande partito dei moderati,( con  la batosta che  Forza Italia, e dei vari Cesa, Fitto  e con le loro terze e quarte gambe finite a legna da ardere nel fuoco di queste elezioni; secondo perché, andando il Pd verso la direzione di un sostegno di larghe intese, i cinque stelle finirebbero col rappresentare impropriamente lo spazio del riformismo , del popolarismo e del socialismo ,col rischio di trasformare pelle, di occupare spazi impropri  e di cambiare messaggio. Io  sono convinto che bisogna andare a vedere le carte di Di Maio e che bisogna metterlo alla prova, senza fare alleanze e senza chiedere incarichi che non siano le presidenze di un ramo del Parlamento e quelle delle Commissioni parlamentari, non viste come contro governo ma come postazioni per aggiustare e modificare il tiro dei provvedimenti, ove questi dovessero essere sbagliati e nefasti. Un potere di interdizione come cartina di tornasole per capire se il centrosinistra vuole riscattarsi facendo politica alla grande e se il Movimento cinque stelle è veramente in grado di vincere la sfida di governare l’italia. La mia paura è che , passati i primi mesi , parta, proprio dal centrosinistra che dovrebbe riscattarsi come coalizione,  la corsa individuale a salire sul carro dei vincitori per un posto da Ministro o da sottosegretario. E quello sarebbe la fine di una esperienza storica che ha visto vent’anni  fa gli ex comunisti e gli ex democristiani  imboccare la strada nuova del riformismo italiano. Morta per ambizioni personali, sarebbe, in quel caso, l’epitaffio giusto.