Gli amministratori degli enti pubblici lucani, a cominciare da quelli regionali, dovrebbero leggere con attenzione le motivazioni con cui la Corte dei Conti siciliana ha condannato ben due Governatori e dodici assessori di due legislature diverse per la nomina di un dirigente esterno, fatta in costanza di analoghe professionalità riscontrabili all’interno dell’Amministrazione. La Corte  dei Conti , in udienza d’appello,  ha confermato le condanna degli ex presidenti Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta, e di dodici assessori considerando danno erariale le retribuzioni corrisposte ad una dirigente apicale illegittimamente nominata poiché quelle retribuzioni sono state erogate sine causa” cioè “in violazione di una specifica normativa che sottopone il conferimento di incarichi dirigenziali a personale esterno alla condizione imprescindibile che l’amministrazione conferente abbia verificato, concretamente e seriamente, la mancanza di personale interno idoneo a ricoprire l’incarico”.

L’organO di vigilanza contabile ha sentenziato che le due Giunte regionali  non avrebbero fatto le opportune verifiche per capire, come richiede il decreto legislativo 165 del 2001, se qualcuno dei dirigenti interni all’Amministrazione avrebbe potuto ricoprire il ruolo di segretario generale della Regione siciliana. Cioè la carica amministrativa più alta.”. Oltre all’illegittimità della nomina, già ribadita nel primo grado di giudizio, è il danno erariale (anche se Lombardo, Crocetta e 12 ex assessori se la caveranno col pagamento di circa 300 mila euro) il fulcro di questa sentenza. La logica conseguenza di un malcostume che si trascina da anni. Che di rado viene intercettato e punito dagli organi giudicanti (la magistratura contabile in questo caso).. Poiché la prassi di nominare dirigenti dall’esterno pur in presenza di personale interno ugualmente in possesso dei requisiti occorrenti per il conferimento dell’incarico, è una prassi che è diffusa tra le Regioni ed i Comuni, in una interpretazione ESTENSIVA della cosidetta legge Brunetta,  non sarebbe sorprendente se qualcuno decidesse di prendere a modello quella sentenza che ha passato il secondo grado di giudizio. Rocco Rosa