MEttiamola così, se il castello della maggioranza regionale è sotto assedio è anche perchè se lo sono cercatI, con una indisponibilità totale non solo a dialogare ma anche a dare udienza alle proposte della minoranza. Si sono chiusi nella fortezza e hanno lanciato olio bollente sugli assedianti,pensando di finirli, visto già come erano usciti malconci dalle elezioni. Poi ,anziché usare le armi della politica, della mediazione, dell’arrotodamento degli spigoli , del coinvolgimento tattico per far avanzare le decisioni si sono vestiti di presunzione e di arroganza, pensando che governare fosse come fare campagna elettorale continua. Solo che qui non si incantano le persone e giorno dopo giorno esce il valore dei fatti. D’accordo che un generale nasce e cresce per fare la guerra, ma ci sono stati fior di generali che hanno guardato al di sopra delle armi per costruire il futuro. La conclusione che a metà percorso si può trarre è che questo atteggiamento paradossalmente sta rimettendo in gioco gli avversari e sta ridando loro quella credibilità che avevano perso stando dall’altro lato della scrivania. Si perchè mentre il governo regionale annaspa e si muove in qualche settore maldestramente, prima scontando le difficoltà iniziali e poi portando una resa insufficiente in alcuni dipartimenti, l’opposizione ha superato il complesso di colpa , ha aggiustato il tiro il tiro e spara bordate esattamente nei punti di debolezza della roccaforte, Che hanno riguardato la sanità fino ad oggi, e, da oggi, si allargano all’ambiente, prima con la questione del depuratore a ridosso del fiume Noce , che rischia di portare inquinamento alla costa marina di Maratea e adesso con la controversa soluzione della convenzione con l’Eni. Oggi il Pd, con Cifarelli e Pittella porteranno i risultati della loro analisi dell’accordo e dimostreranno- dicono- la fallacia delle posizioni assunte dal Governo regionale, nel senso che c’è poco da gloriarsi per risultati che sono modesti. Si perchè quell’accordo, che viene sbandierato come conveniente, di fatto non fa menzione dei danni sacrosanti che la Giunta Pittella aveva chiesto all’eni e che, a fronte di iniziative di carattere penale che sono in corso e che hanno fatto pendere la bilancia dalla parte della Regione, risultavano assolutamente monetizzabili e sicuramente nella voce dei crediti da riscuotere. Qui si parla di cento milioni di danni richiesti e che vengono superati dall’ accordo. Questo per non parlare dei conti, pro bono sua, che l’Eni fa sui costi, mettendo ancora un ammortamento degli impianti già obsoleti ,nell’ordine di venti euro a barile, il che non starebbe né in cielo né in terra. Tutto questo mentre , sempre per l’ambiente, si prepara la battaglia per la siderurgica Pisano io cui fumi, guarda caso, partono dal territorio campano e si trasferiscono sul’orto del vicino , che sarebbe il territorio lucano. Rocco Rosa
OPPOSIZIONE ALL’ASSALTO DEL FORTINO REGIONALE
