Riparte di gran carriera l’autonomia differenziata. Nei prossimi giorni il ministro degli affari regionali, Roberto Calderoli, invierà alle regioni una bozza di lavoro del progetto di legge di attuazione dell’articolo 116 della Costi dichiara aperta ai contributi di tute le Regioni ma che già , a sentire il Governatore Fontana, ha una identità ben definita, col rafforzamento delle competenze legislative regionali, il rilancio delle città metropolitane e uan rivisitazione del ruolo delle Province. Ma il grosso d ella questione è e tutto lascia prevedere che il treno della riforma arriverà in porto a Roma prima che il parlamento abbia votato i Lep, cioè le prestazioni obbligatorie per tutti i cittadini che lo Stato deve assicurare. Su questa cosa il dibattito in regione è assente e ben ha fatto il segretario di Basilicata in Azione a porsi la preoccupazione che Con una maggioranza di destra senza centro e l’assenza di donne e uomini lucani nel governo Meloni, il rischio che il nord possa drenare risorse e spostare ulteriormente l’asse dello sviluppo a favore dei propri territori si fa sempre più concreto”.
DONATO PESSOLANO, BASILICATA IN AZIONE
Donato Pessolano, aggiunge:” ci toccherà dare ragione ai governatori e sindaci del nord che continuano ad attaccare il sud per l’incapacità di spendere i soldi del PNRR, proprio quello che sta facendo la Regione Basilicata a discapito dei comuni e delle comunità locali. Chiediamo al presidente Bardi: in conferenza Stato Regioni quale posizione terrà rispetto all’Autonomia? Quali sono i suoi progetti futuri per la Basilicata e non per la sua maggioranza? Sui fondi PNRR che progetti ci sono? Sui fondi comunitari qual è la visione? Qual è la capacità di programmazione e spesa. A queste domande deve dare ai lucani delle risposte chiare ed inequivocabili”.
“Questo immobilismo campano – commenta Pessolano-, con la complicità di qualche lucano attendente, sta pericolosamente facendo indietreggiare la Basilicata, ormai fuori anche dal governo e dalle priorità nazionali: un colpo che mina seriamente la già delicata economia regionale alle prese con una fase di crisi lunga ed un governo regionale che si tiene assieme solo con il collante, nemmeno così resistente, della paura di andare al voto”.
“Come abbiamo già detto in altre occasioni – conclude il leader lucano di Azione -, da Stellantis alla Sanità non c’è una visione concreta di futuro per i lucani. Per brevità mi fermo alla lettera S perché l’elenco sarebbe molto lungo: un’eredità pesante per chi come noi si candida a governare la Basilicata per i prossimi anni, dopo il fallimento del governo del peggioramento”.
