Siamo al vero bivio politico che potrà vedere Lega e Cinquestelle prendere strade diverse, ed il bivio si chiama Autonomia delle Regioni , chieste da tempo a Lombardia, Veneto e Emilia e sul quale il Governo, adesso che si sta facendo i conti e ne soppesa gli effetti divaricanti tra territori, sta prendendo tempo per capire dove andare a trovare una sintesi che accontenti entrambi gli alleati di Governo. Sintesi difficile perché un conto è dare più poteri alle regioni, un conto è dare più poteri e più soldi alle regioni per la gestione di quelle materie. E la soluzione alle regioni del Nord che hanno chiesto l’autonomia è tanto semplice da essere rivoluzionaria, anzi più corretto dire eversiva. Ci manteniamo, dalle tasse che qui si pagano, i soldi che ci servono e il resto lo diamo in solidarietà alle altre regioni. Solo che i soldi che servono a loro non possono essere decisi se non in una trattativa che sia equilibrata tra tutte le esigenze dei territori, a partire da quel 34 per cento di spesa ordinaria che toccherebbe contando i crani del Sud. Siccome al dunque si nicchia, il veneto è passato all’attacco dicendo chiaramente che se non c’è l’autonomia non c’è neanche il motivo per appoggiare questo governo. Cioè un ricatto politico a Di Maio al quale si fa capire che Salvini staccherebbe la spina. “Io non tifo perche’ il governo cada, dico semplicemente che sarebbe difficile per noi della Lega dire che un governo puo’ stare in piedi se boccia l’autonomia”. Cosi’ il governatore del Veneto Luca Zaia, a margine del tradizionale incontro di fine anno, a  Venezia. Nel silenzio del Sud, con  governatori presi da altri problemi, è il solo De Luca a stare sul punto: ” “Il federalismo spinto su Lombardia e Veneto e’ un elemento di grande preoccupazione che puo’ dare un colpo pesante per il Sud. Siamo pronti a qualunque sfida, ma se siamo di fronte a un altro tipo di progetto dietro cui c’e’ la rottura dell’unita’ nazionale, siamo ferocemente contro. Nella fiscalita’ generale – spiega De Luca – la base imponibile piu’ forte e’ della Lombardia e del Veneto una quota di risorse deve essere destinata al Sud per dare una mano ai processi di crescita.  Io sono per il massimo di autonomia ma a condizione che sia chiarita la soglia di fiscalita’ generale destinata al Sud. Se decidiamo che il 30% viene destinato per ragioni di solidarieta’ nazionale al Sud, non ce’ problema. Ma se si immagina un meccanismo dove si determina che il gettito fiscale resta li’ , le regioni del Nord saranno sempre piu’ ricche, quelle del sud piu’ povere: questo significa rompere l’unita’ d’Italia”.