ROCCO ROSA
Il vero problema politico per il Governatore Bardi non nasce dalla mancata compattezza della maggioranza ma dalla intrinseca debolezza in termini di progettualità, di organizzazione e di capacità di guida di alcuni dipartimenti. Si sono fusi parecchi handicap di partenza che, , a due anni di vita, ancora non sono stati superati e che , insieme, stanno determinando una andatura appesantita e lenta che non sfugge al giudizio della comunità regionale. Gli handicap di partenza sono riassumibili nella mancanza di dirigenti, nell’accentramento intempestivo di funzioni alle dirette dipendenze del presidente, nella presenza di alte professionalità che non conoscendo il territorio faticano a leggere la realtà lucana e commettono sbagli, mutuando esperienze e provvedimenti di altre realtà istituzionali. Bisogna dire che questo accentramento è anche un isolamento deleterio perchè se il modello va bene quando bisogna decidere, non va bene quando bisogna indirizzare, gestire le emergenze, prevenire situazioni. Chi pensava alla guida di un esercito e ad una strategia decisionista, si sta rendendo conto che uno può pure dare un comando, ma deve anche avere chi quel comando lo passa e lo fa diventare operativo in maniera da chiudere il circuito decisionale. E invece in alcuni Dipartimenti l’input si ferma, non va avanti , vuoi per carenze proprie della struttura , vuoi per una scarsa energia con cui si dà l’indirizzo politico. Il feedback di ritorno è semplicemente una non risoluzione dei problemi e una restituzione degli stessi al vertice della piramide. Per fortuna non dovunque, giacchè ci sono anche assessori che non solo eseguono le direttive ma che anticipano i problemi, propongono soluzioni e , cosa non di poco conto, mantengono un buon livello di coinvolgimento degli attori esterni, il cui contributo è assolutamente necessario per evitare conflittualità e tensioni. Se non si risolve presto il problema del potenziamento della dirigenza e della cessione di responsabilità agli assessori, valutandone seriamente ( come atto di responsabilità politica) ,per questi ultimi, la capacità di essere veramente in grado di far correre un Dipartimento, il risultato sarà che il futuro politico del Presidente rischia di essere compromesso da una insoddisfazione che si sta allargando a macchia d’olio, nonostante il suo personale, faticoso impegno, a reggere una situazione già complicata in partenza ma che oggi sta diventando un insopportabile peso sulle sue sole spalle. Avvertendo questa situazione, c’è chi, non da oggi, lancia messaggi di coinvolgimento , col risultato sterile di creare altri contraccolpi da parte di chi non sa fare ma non intende neanche allargare il cerchio delle responsabilità. Così che si assiste, non da oggi, alla manfrina di una disponibilità formale al dialogo seguito da cazzotti verbali e viceversa. E siamo in piena emergenza! Figuriamoci quando ce la saremo messa alle spalle.
