Piove sul bagnato per la povera gente. Dopo la decisione governativa di cancellare nel giro di un anno il reddito di cittadinanza, sulla base della qualunquistica narrazione di un mondo di fannulloni che si sottrae , grazie al sussidio, al lavoro, e dopo la immonda campagna di parte della stampa che fa di tutt’erba un fascio, facendo apparire il reddito appannaggio della malavita e dei furbetti , ecco che ci si mette anche il Governo regionale a togliere quelle misure che finora e molto marginalmente aiutavano le famiglie più fragili, attraverso gli strumenti del reddito minimo d’inserimento e del tirocinio di inclusione sociale. Così , si apprende da una interrogazione che il consigliere Cifarelli del Pd ha presentato oggi al Consiglio regionale contro la decisione del Governo regionale di porre termine alla misura regionale del Reddito minimo di inserimento e dei Tirocini di inclusione sociale, decisione che….”. rischia di portare alla disperazione migliaia di famiglie lucane che difficilmente potranno essere ricollocate nel mondo del lavoro. Parliamo complessivamente di circa 10.000 famiglie (2.000 tra percettori di Rmi e Tis e 8.000 percettori di RdC) che nel corso del 2023 potrebbero vedere venir meno ogni tipo di sostegno al proprio reddito”. Alla iniziativa di Cifarelli si richiama anche il consigliere Braia di Italia Viva, che definisce ” scorretto la decisione di prorogare il Reddito minimo di inserimento sotto la condizione di incompatibilità con il reddito di cittadinanza, perchè la legge regionale istitutiva dell’Rmi prevedeva invece la possibilità che le due misure fossero integrabili. La misura, infatti, recita la norma regionale, ‘non è incompatibile con altre misure promosse a livello nazionale’. E dunque, dice Braia- l’Assessore Galella deve venire, in II Commissione a spiegarci i contenuti delle sue interlocuzione con i ministeri Mef e Mase e le motivazioni di inserimento della previsione di non cumulabilità con il reddito di cittadinanza. Auspichiamo siano state fatte le corrette valutazioni di impatto sociale ed economico per le migliaia di famiglie coinvolte”.
BARDI E LA MELONI: DURI CONTRO I DEBOLI
