Solo gli sciocchi o gli irresponsabili possono augurarsi che questa legislatura regionale venga seppellita in un momento in cui c’è da tirare quel poco di acqua che  è rimasta nel pozzo, da dove I più bravi hanno attinto  a piene mani e noi, distratti e inadeguati, abbiamo recuperato la quota minima che ci toccava e che adesso dobbiamo almeno saper utilizare per non rimanere completamente a secco. Un anno di campagna elettorale è qualcosa che non possiamo permetterci, perchè il tempo che ci rimane dal voto verrebbe speso nel modo peggiore possibIle, sia da chi ha il comando e lo metterebbe a disposizione delle operazioni elettoralmente conveniente, sia da chi sta all’opposizione che  farebbe di tutto per rendere difficile anche le cose più semplici e necessarie. Se si parte dal rifiuto del voto anticipato, le cose da fare sono due, una alternativa all’altra: o si ricompone la frattura nella maggioranza, attraverso una crisi bis, da risolvere nel brevissimo tempo, oppure il Governatore va verso un Governo di emergenza regionale, con tecnici di area e con il Consiglio che ritorna alla composizione iniziale. Delle due possibilità, la prima è sicuramente la più accreditata, per via del fatto che c’è il partito dei surrogati, quelli che hanno sostituito gli assessori, che ha il suo peso e che non intende certamente essere cancellato con un colpo di spugna. E dunque è auspicabile , anche per l’opposizione, che si arrivi ad una soluzione interna alla compagine di maggioranza, sia perchè molti dei giochi sul PNRR sono stati fatti e il risultato deludente è unicamente ascrivibile al governo di centrodestra, sia perchè il Pd, che di questa opposizione dovrebbe e vorrebbe essere il partito guida, non ha ancora smaltito la sua ubriacatura di potere intorno ad una ristretta nomenclatura e non è ancora in grado di lanciare veramente un messaggio nuovo , fatto di valori, di esempi, e di facce diverse. E in questo il segretario La Regina si sta prendendo più tempo del previsto, col rischio che anzichè rovesciare il tavolo del potere preesistente, si riduca alla fine chiedere che venga messa una sedia in più allo stesso tavolo. Parliamoci chiaro: i leader del pd che sono rimasti hanno tutto il diritto di competere per il Parlamento, sia per le capacità che esprimono, sia per il consenso di cui godono, ma una compagine che voglia affrontare con successo la competizione regionale deve essere composta solo da volti nuovi, con un programma tutto nuovo e con un meccanismo di selezione che avvicini la gente e la faccia sentire finalmente protagonista delle scelte. E con un programma in cui ci siano obiettivi precisi, modalità per raggiungerli, e spazi certe per le competenze certificate. Ci si può riavvicinare a quella gran parte dell’elettorato deluso non producendo chiacchiere da venditori di padelle ma creando fatti, comportamenti, ed esempi che convincano del cambio di capitolo nello storia di un partito e della volontà di agire in maniera seria e responsabile, con un atteggiamento patriottico verso questa regione, messa sinora sotto I piedi e lasciata sfruttare dai grandi potentati. E in vista di quel traguardo elettorale,  è il caso di partire dall’esame dei guasti provocati da una  legge elettorale regionale che non assicura governabilità  perchè o mantiene per tutta la legislatura l’esecutivo creato all’inizio ,oppure   determina fibrillazioni e contraccolpi, le cose appunto che si stanno verificando. E una opposizione che si prepara a proporsi come alternativa al Governo della destra,dovrebbe già da ora predisporre gli strumenti per modificare quella legge e non aspettare che si trovi ad operare nello stesso pantano. Così come una opposizione che non si limiti a favorire il tanto peggio tanto meglio, dovrebbe aver da tempo posto ufficialmente in evidenza , con iniziative ispettive a Potenza come a Roma, se  è legittima la brutale appropriazione da parte della politica del potere amministrativo o non si tratti di una palese vuiolazione della legge che separa l’indirizzo politico dalla gestione amministrativa. E’ dall’inizio di questa legislatura che abbiamo postp il problema , ma nessuno che abbia assunto l’iniziativa di una chiarificazione ufficiale di questo tema. Forse che per qualcuno si presta come un precedente che può giustificare una prassi simile anche dopo? Sarebbe come dire che destra  e sinistra per me pari sono. Rocco Rosa