Sulla stabilizzazione del precariato storico regionale, il presidente Bardi ha compiuto una mossa decisiva nel bandire finalmente il concorso riservato per quelli che sono in regola con le norme di legge. Si tratta di giovani, al 95 per cento e oltre laureati, che da quindici anni lavorano in settori chiave ,come quelli che riguardano la spesa dei fondi europei, sia nella parte operativa che in quella di controllo. Se siamo riusciti a non incappare in penalità e in restituzione di soldi all’Europa lo si deve a loro, che, come solo ringraziamento, in questi anni hanno registrato passi indietro e collocazioni strumentali presso società interinali. Per non parlare di concorsi falsati da prove che sono circolate alla vigilia e che hanno interessato persino la Procura della Repubblica. “Con la prova unica del concorso per l’assunzione di 112 funzionari di categoria D1 diamo- dice Bardi- una concreta risposta ai precari storici della Regione Basilicata che per anni hanno subito il rinnovo di contratti temporanei, senza certezze per il futuro. Nel formulare gli auguri ai candidati, desidero rimarcare la volontà di questo Governo regionale di affermare i principi di imparzialità e meritocrazia anche in occasione delle nuove assunzioni che abbiamo previsto col Piano triennale dei fabbisogni, oggi al vaglio dei Revisori dei Conti”. È quanto dichiara il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, in vista della prova di concorso che si terrà mercoledì prossimo, alla quale partecipano 125 precari storici impegnati, a partire dal 2010, nelle attività di assistenza tecnica sui Fondi europei e nei Dipartimenti regionali. “Col prossimo Piano triennale per i fabbisogni del personale – ricorda Bardi – contiamo di assumere nuovo personale, stabilizzare l’intera platea del precariato storico ampliando di 5 posti la categoria C e di 13 la categoria D e di attuare progressioni verticali per i dipendenti in servizio a tempo indeterminato. Una pubblica amministrazione efficiente ed efficace, conclude Bardi, deve poter contare su risorse stabili e qualificate. Dopo anni, possiamo dire basta al precariato e sì a concorsi pubblici semplificati”. La Cgil dal canto suo rimarca i ritardi che la Giunta sta facendo su tutta la linea del l’organizzazione degli uffici e della copertura degli stessi, mentre sul problema del precariato esprime la sua ” contrarietà alle consulenze ed alle convenzioni esterne, al continuo ricorso a contratti di lavoro atipico ed a tutte le forme di precarizzazione (lavoro interinale, Co.Co.Co., long list ecc,), assicurando che il sindacato eviterà con ogni mezzo la formazione di nuovo precariato all’interno dell’Ente Regione.
