Le promesse sono debito, soprattutto per un militare. E Bardi si è impegnato con la Meloni per un riequilibrio delle forze in giunta e per il secondo assessorato ai fratellini d’Italia. Ma adesso che va per operare, il Presidente si rende conto di aver buttato il cuore oltre l’ostacolo e che non gli sarà facile portare il risultato a Roma. Già la richiesta di fissare al giorno 11 la data del Consiglio con all’odg il rinnovo dell’ufficio di presidenza e il ricambio dell’esecutivo ha trovato un numero di no sufficiente a fargli capire che questa idea del riequilibrio non è un atto dovuto, ma qualcosa che potrebbe esserci solo con un accordo generale, perchè altrimenti si rischia di aggiungerne una ma di perderne due nella conta delle mani che si debbono alzare in Consiglio per approvare il nuovo organigramma. Tanto per fare un esempio, si sussurra nei corridoi che lo stesso Vizziello , di fronte alla scelta di mandare in pista un suo competitor territoriale, passerebbe armi e bagagli alla lega, facendo venir meno il presupposto di questo cambiamento. Dovrebbe essere la Meloni a garantire per Vizziello, ma ,con tutto quello che c’è da fare a Roma, figurarsi se ha tempo per queste cose…periferiche. Quello che va annotato è che la Lega , con l’uscita di Cicala sul fatto che lui sta bene dove sta, è determinata a non muovere niente. Quelle sono le postazioni che gli toccano per numeri e al massimo si potrebbe cambiare un presidente del Consiglio con un terzo assessore, cosa che è francamene inaccettabile per Forza Italia che , come si dice dalle nostre parti, è entrata da padrone e se ne sta uscendo da garzone. Il coordinatore Moles vorrebbe cambiare i nomi della giunta ma deve mettere in conto una spaccatura che rischia di coinvolgere tutto il partito,col rischio di portare al vaglio di Taiani una bella frittata lucana. La sua idea è di sacrificare il solo Cupparo ,ma l’assessore alle attività produttive non é privo di armi difensive a Roma come a Potenza.Anche perché a lavorare per il “quieta non movere” c’è anche Bellettieri che in Consiglio ha saputo farsi valere, riuscendo ad essere la vera spalla di Bardi. Insomma, come abbiamo detto sin dall’inizio, per come è congegnata questa legge elettorale con un rapporto di dodici ad otto, basta che un paio di persone si mettono a frignare che a Bardi arriva il mal di testa. E se Forza Italia si spacca, esautorando gli uomini che più di tutti hanno portato Bardi al successo, non è detto che si arrivi in piedi alla fine di questa legislatura , che per forza Italia è partita come meglio non poteva e rischia di finire come peggio non potrebbe.Rocco Rosa
