La frettolosa istituzione di una struttura di missione PNRR, nella seduta di Giunta Regionale del 22 febbraio, testimonia che questa Amministrazione non ha alcun interesse a tenere corrette e collaborative relazioni con le Organizzazioni Sindacali. Inizia così il durissimo comunicato con quale la Direr denuncia l’approvazione del provvedimento istitutivo della struttura, avvenuta a seguito di confronto sindacale accelerato in poche ore e unilateralmente chiuso dal Dott. Alfonso Marrazzo, unico componente di parte pubblica trattante. Nel corso dei due incontri tenuti lunedì 19 e giovedì 22 febbraio, il Dirigente dell’Ufficio Personale- ricorda la nota sindacale- non ha ritenuto di fornire risposta alle puntuali e opportune richieste sindacali, avendo giudicato autoreferenzialmente le sue argomentazioni come pienamente esaustive. Non ha ritenuto di spiegare che senso avesse istituire un ufficio che decadrà automaticamente tra due mesi e nonostante ci sia già un altro ufficio che si occupa delle stesse funzioni, con conseguente evidente duplicazione dei costi, aggravando la già critica situazione del rapporto tra dotazione organica e dirigenti in servizio (pare il mondo al contrario). Non ha ritenuto di spiegare come sia possibile istituire un ufficio senza aver prima costituito il fondo per il salario accessorio. Ha fatto affermazioni non veritiere o volutamente fuorvianti, annunciando la creazione di un mero “nuovo contenitore” a cui sarebbero seguiti altri provvedimenti, compreso l’avvio di un interpello. Scopriamo poche ore dopo che le delibere approvate dalla Giunta sarebbero state due anziché l’unica bozza incompleta somministrata nel simulato confronto sindacale. Solo a posteriori leggiamo il vero significato di quanto affermato dal rappresentante della parte pubblica: la nuova struttura sarebbe stata attribuita senza alcun interpello, destinato invece ad un ufficio rimasto intatto nella sua declaratoria e nel contratto in essere. E ancora, non ha neanche ritenuto di fornire il testo definitivo del provvedimento (o meglio, dei due provvedimenti) oggetto di confronto, né quale fosse la graduazione della struttura e quali fossero i criteri di graduazione. Tali domande, frutto di ordinario buon senso, non hanno trovato risposta neppure nelle delibere adottate. Infatti, nella delibera istitutiva del nuovo ufficio è stato indicato quale presupposto solamente la richiesta del Capo di Gabinetto, cioè di un soggetto al quale è vietata espressamente l’attività di gestione; nell’altra con la quale è stato conferito l’incarico al dirigente, che già si occupa delle attività trasferite in capo al nuovo ufficio, si asserisce di eseguire l’ordinanza del Giudice del lavoro, non rendendosi conto invece di eludere clamorosamente la stessa, atteso che il nuovo ufficio – tra l’altro – avrà una vita di soli due mesi. Inquietante poi come si pensi di applicare il Testo Unico sul pubblico impiego nella norma che impone la contrattualizzazione di un dirigente per non meno di tre anni (art. 19 comma 3), conferendo invece un incarico   a tempo che causa l’interruzione del rapporto nell’arco temporale tra la fine della legislatura, con la quale si verifica la cessazione dell’incarico, e l’eventuale “proroga” dello stesso. Tutto ciò contraddice chiaramente l’intenzione espressa di accelerare le attività relative al Pnrr e getta l’ufficio in un’imbarazzante condizione di non governo. Non solo, ma – dice la nota-rende manifesto il clima farsesco nel quale si svolgono le riunioni sindacali, ritenute evidentemente dall’Amministrazione un mero adempimento formale e una pura perdita di tempo, se non una vera e propria seccatura, con ciò offendendo la dignità e l’intelligenza degli interlocutori, costretti a sedere a tavoli nei quali non è di stanza la lealtà delle relazioni. La FEDIRETS, area DIRER, esprime pieno dissenso per quanto sta avvenendo, chiede un incontro urgente con il Presidente Bardi e la sostituzione del Dott. Marrazzo quale presidente della delegazione trattante.