I nodi sulla Giunta regionale non sono stati ancora sciolti e c’è il sospetto che ci vorranno ancora giorni per mettere le caselle a posto. Martedì’ 6 maggio ci sarà la prima seduta del Consiglio regionale e l’odg della convocazione , firmato dal consigliere più anziano, oltre alla convalida degli eletti prevede l’elezione del Presidente del Consiglio e dell’Ufficio di Presidenza dello stesso. E’ evidente però che se ci sarà l’elezione del Presidente del Consiglio, deve esserci anche l’accordo sulla Giunta perchè le due cose procedono in parallelo e la carica di Presidente del Consiglio non è una cosa che si dà al primo che capita ma entra pienamente nelle postazioni di serie A. Come era facile prevedere , tutta la questione viene trattata al di fuori dei canali tradizionali dei partiti locali e gestita direttamente in accordo con Roma, in vertici riservati ai coordinatori delle regioni. Questo rende poco attendibili le voci circa investiture e ripescaggi mentre prende peso la possibilità che si vada verso soluzioni che potrebbero essere a tempo, per il semplice fatto che a Roma si guarda già al dopo europee e alla eventualità di un voto anticipato . E si sa che per mobilitare le truppe non c’è niente di meglio che fargli balenare nuovi bottini di guerra.  Solo che nel voto anticipato pesa l’incognita di un nuovo assetto del centrodestra, con un Berlusconi che non è gradito come alleato e con la Meloni che ormai ha inaugurato con successo la stagione degli acquisti, comprando non un giocatore qualsiasi ma addirittura il Presidente di una squadra. Il che non rende sicura e stabile la conduzione di questa come di altre regioni. Sull’entrata in giunta di un assessore della Lega che provenga dal Consiglio non ci sono però dubbi alcuni, perchè presentarsi all’appuntamento con nomi tutti esterni sarebbe un modo evidente di declassare la volontà popolare che si era infervorata intorno agli uomini che hanno reso possibile il cambiamento. Immaginarsi addirittura che poi quegli esterni siano tra quelli che più e meglio hanno servito il Governo Pittelliano significa dire urbi et orbi che cambia il cuoco ma la cucina è la stessa.  E non credo che il neo presidente voglia iniziare con un piatto freddo. rocco rosa