Il giorno dopo la seduta consiliare che ha confermato, se non l’allargamento della maggioranza, quanto meno una intesa per andare a votare alla scadenza naturale, ci si interroga su quanto sia mutato il quadro politico e su quanto questa svolta incida nella prospettiva di una alleanza alternativa alla destra. Per far questo bisogna usare il metro del realismo e dell’oggettività, scevro da  interessi e pulsioni di parte. Che Italia Viva abbia deciso di non far precipitare la situazione politica è un fatto evidente e comprensibile, soprattutto perché se è facile buttare a terra il castello di sabbia, non si vede oggi chi possa ricostruirne uno nuovo, con una situazione nel centrosinistra dove persistono veti , incertezze, confusioni. Quindi non si può gridare allo scandalo per questa mano data a Bardi . Nel passato si è fatto di peggio, a cominciare dagli allargamenti al Pd delle Giunte di centrodestra a Potenza ( con de Luca) e a Matera ( con De Ruggieri). Quelle sono state svolte più eclatanti dal punto di vista politico rispetto a quanto è successo in questi giorni alla regione. Piuttosto la domanda che ancora attende risposta è se ci può essere una prospettiva di un centrosinistra largo, che costruisca una alternativa alla destra, o se la costruzione di questa alternativa debba ancorarsi soltanto alla ricostituzione dell’alleanza fra Pd e cinque stelle con l’accompagnamento delle forze minori che sono in crescita, a cominciare da verdi. Se è così in Basilicata non ci sono le condizioni oggettive per una ricambio in tempi brevi , perché il centro destra, ancorchè disarticolato, è ancora in grado di rivivere sotto altra forma, magari frutto di compromesso tra il terzo polo e la stessa destra . Non è un caso che il segretario regionale di Basilicata in Azione, Donato Pessolano, nell’annunciare la costituzione delle due segreterie provinciali, non ha fatto menzione di quanto avvenuto in Consiglio. Per lui  ,le risposte non vengono da Potenza ma dalla prossima costituzione della Federazione tra Calenda e Renzi che dovrà unitariamente decidere la linea politica e le eventuali alleanze, regione per regione.  Tornando a Polese e Braia, è evidente che più che dare un sostegno a Bardi,hanno voluto evitare di precipitare in una elezione anticipata alla Regione in un momento in cui mancano sia una linea strategica sia una alleanza definita. Del resto oggi sarebbe impossibile mettere insieme i voti del Pd, quelli dei cinque stelle e quelli con il terzo Polo, con Pittella che  non ha ancora metabolizzato lo sgambetto fattogli dal partito di Letta. Ma, se Sparta piange, Atene non ride  e questa destra lucana non è d’accordo su niente, campa alla giornata e aspetta che passi l’inverno per rialzare la testa.E dunque si va avanti alla giornata, con Bardi che paradossalmente, in questa confusione e in questa conclamata impotenza ,  tiene le mani più libere di prima.Rocco Rosa