La consigliera Dina Sileo è la sola che può dire di aver visto giusto dal primo momento. La sua valutazione sul “peso manageriale” del Direttore Generale dell’Ospedale San Carlo è stata negativa dal primo giorno, così come le sue successive richieste di dimissioni sono state motivate da argomenti ineccepibili, sia sul piano giuridico che sostanziale. Aveva ragione sul piano giuridico, come il Consiglio di Stato ha poi dimostrato, ritenendo illegittima la sua nomina a legislazione regionale scaduta; aveva ragione pure nel merito della conduzione del nosocomio, fatto precipitare in una situazione di confusione, con bracci di ferro ripetuti con la classe medica, improvvide esternazioni, e soprattutto la installazione di un clima di tensione che ha toccato tutti i reparti. Poi il Covid ha fatto il resto e l’Ospedale è letteralmente entrato in tilt, abbassando la produzione e portando al minimo le prestazioni in regime di ricovero. Quando si è trattato di rimettersi in piedi, il San Carlo ha dimostrato poi una debolezza organizzativa inimmaginabile, conseguenza di un approccio molto superficiale alle nuove problematiche portate dalla pandemia, al punto che ci vorranno mesi e mesi per recuperare una decente lista d’attesa. Adesso, è arrivata anche la grana di una vicenda giudiziaria che vede Barresi chiamato in causa e si avverte con evidenza l’isolamento in cui il manager ospedaliero è precipitato. Solo che per tutta risposta , e in conseguenza della diminuzione dei fondi inizialmente destinati al san Carlo, il Dr Barresi ha deciso di non fare la vittima sacrificale e mentre aspetta la decisione del TAR sulla legittimità della sua nomina, ha portato la Regione davanti al TAR, evidentemente con lo scopo di dimostrare che se non raggiunge i risultati attesi per quest’anno, è colpa dei soldi che gli sono stati sottratti. Forse una lamentazione, anche una polemica ci poteva stare, come pure una protesta ufficiale, ma portare in Tribunale il suo dante causa, il Governo regionale, è un atto sconsiderato e che da solo serve a definire il personaggio, attaccato alla poltrona come non mai e inadeguato a gestire , oltre che l’azienda, le relazioni istituzionali che il ruolo comporta. Da segnalare però che in questa vicenda Barresi non è l’unico colpevole. Insieme a lui vanno stigmatizzati i comportamenti di quanti strumentalmente hanno isolato la consigliera Sileo, rimandando il dibattito sine die, assicurando sotto sotto protezione al vertice del san Carlo e proteggendolo fino al punto di far circolare un gradimento della giunta che era del tutto arbitrario. Adesso la situazione si è rovesciata e anche i difensori del manager hanno preso le distanze , sperando forse che il TAR risolva un problema che la politica non è riuscita a risolvere.ROCCO ROSA