Margherita Marzario

 “L’acqua piovana, / nelle impronte delle mucche. / Mosche sgomente, / prossime a novembre. / Il chiodo rosso non sopravvivrà al vento. / L’imposta che stride sui cardini e sbatte, / una volta contro il telaio, / una contro il muro. / Qualcuno la sente?” (“La malga deserta” del poeta tedesco Gunter Eich, 1907-1972, in “Lo straniero”). Come le immagini color seppia e ricche d’emozioni che si vivono lungo le viuzze dei centri storici dei paesi lucani tristemente in via di spopolamento

“A Muggera [nome di fantasia], un piccolo paese della Basilicata, il mondo sembra essersi fermato: le donne alternano le preghiere del rosario alle formule per scacciare il malocchio; gli uomini sono pronti a uccidere per uno sguardo di troppo; nel bosco tra i calanchi, le fattucchiere preparano filtri d’amore” (da “La scordanza” di Dora Albanese). Alchimia, fantasticheria, magia, scaramanzia e un pizzico che non manca mai di malinconia e nostalgia: la terra di Basilicata e i suoi abitanti lucani, da sempre e per sempre!

“Ecco – mi dissi – questo preciso attimo, è gioia. Il silenzio là fuori era così dolce che mi pareva di sentirne il canto; da qualche parte avevo letto che tutto è armonia se solo riusciamo a sentirla, così rimasi in ascolto ed ebbi cura di muovermi, senza spostarlo. Il Silenzio” (da “Il terrazzino dei gerani timidi” di Anna Marchesini). Silenzio: la dimensione che caratterizza di più il vero lucano e lo stato d’animo che suscitano i paesaggi lucani, come i calanchi o i Sassi di Matera di notte.

Viaggio di ritorno quasi da “sogno di una notte di mezza estate”, come Cenerentola, su una macchina da pubblicità con tanto di tettuccio panoramico ed immancabile musica di sottofondo, lungo la Basentana, principale arteria stradale lucana e anche arteria emozionale lungo la lucanità. Paesi in via di spopolamento, campagne, casolari, iazzi, alberghi, sale da ricevimento, stabilimenti, tutto in gran parte abbandonato: quanti progetti e sogni infranti! Intanto giochi a nascondino e ad acchiapperello con la luna quasi piena e nel cielo ci sono stelle sparute e striature lattiginose che rispecchiano le lacrime che irrigano il cuore e i pensieri che irrorano la mente: un vero sogno di una notte di mezza estate, alimentato dalla tipica malinconia lucana!

“Inutile arrabbiarsi, o forse no. Qualcuno è partito perché altri potessero crescere, perché la terra madre non ha i mezzi per alimentare le speranze di tutti. Ma di chi è il coraggio, di chi resta? O di chi torna?” (dal commento allo spettacolo teatrale “Trapanaterra” del lucano Dino Lopardo). Basilicata: terra che trapana il cuore, terra cui trapanano il cuore!

 

Margherita Marzario

Insegnante, giurista, con la passione della lettura, della scrittura, della fotografia e di ogni altra forma di arte e cultura. Autrice di tre libri per Aracne Editrice (Roma) – fra cui “La bellezza della parola, la ricchezza del diritto” (2014) menzionato nel sito dell’Accademia della Crusca –, di oltre 160 pubblicazioni giuridiche citate in più sedi (testi giuridici, convegni, università, siti specializzati, tesi di laurea) e di altri scritti, già operatrice socioculturale nel volontariato (da quello associativo a quello penitenziario).

Nata a Salandra (MT), vive a Matera.