by ANTONIO BAVUSI
Con il termine “sesta rivoluzione” viene definita quella digitale. Dopo l’età della pietra durata 3,4 milioni di anni), l’età del bronzo ( durata 2500 anni), l’età del ferro (500 anni), la rivoluzione industriale (80 anni) siamo oggi entrati nell’era, o meglio nell’età della rivoluzione digitale, stimata in appena 35 anni.
L’inventore e futurologo Ray Kurzweil prefigura in questa “età digitale” la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi investitori che diventano sempre più ricchi. Ma ipotizza anche cambiamenti per quanto riguarda la salute, la vita professionale, il modo di comunicare, di produrre e consumare energia in modo sempre più efficiente e razionale, con decrementi significativi degli impatti ambientali e sulla salute, a beneficio dell’umanità e del suo ambiente.
In attesa che questa rivoluzione planetaria approdi in Basilicata, non si può non constatare che in un futuro non tanto prossimo, la Basilicata con i suoi 5.462,7 MW complessivi di potenza programmata sul proprio territorio regionale supera di dieci volte il fabbisogno energetico reale interno, candidandosi ad assumere il primato di regione succursale delle principali società dell’energia, italiane ed europee interessate a farne un hub energetico.
Il PIEAR (Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale) è stato infatti concepito intorno ad interessi e sponsorizzazioni. Questo quadro ruota infatti intorno a grandi multinazionali in quasi tutti i settori produttivi, con particolare riferimento al settore dell’energia, degli idrocarburi e dei rifiuti, ed anche le cosiddette “rinnovabili” raddoppiano esponenzialmente i megawatts e gli interessi commerciali per il territorio lucano.
Andrebbe dunque riconsiderata la insostenibilità ambientale del PIEAR regionale, sovradimensionato rispetto all’effettivo fabbisogno energetico regionale che ipotizza un forte incremento della produzion
Con una popolazione residente in forte decremento – mediamente dai 500 ai 700 abitanti all’anno e con 576.619 abitanti residenti nel 2015 – la Basilicata presenta una struttura della popolazione concentrata sulle fasce anziane e su un sistema produttivo industriale in forte crisi strutturale ed occupazionale. Inoltre, a fronte di una conclamata decrescita, confermata dalle statistiche elaborate dal GSE (Gestore Servizi Elettrici) riferite ai bilanci di energia consumati in regione, in calo sia in termini di GWh sia di Ktep negli ultimi dieci anni, con un trend negativo di consumi energetici rispetto a quello italiano nei diversi settori civili, industriali ed agricoli, il PIEAR non entra nel merito dei veri motivi della ipotizzata crescita della domanda energetica regionale.
Ci verrebbe da chiedere, tutto ciò a chi giova?
