rocco rosa

C’è uno zoccolo duro nel Pd che ha cambiato colore, ed è quello fatto da cittadini che, Renzi o non Renzi, questo partito lo vedono ancora come un ancoraggio contro l’avventura. E che dicono che ha sbagliato chi se n’è andato, perché gli spazi, ancorchè angusti, ci sono per la politica, quando essa non coincide con le carriere personali. Emiliano dice le cose che diceva Speranza e ,dicendole nel partito, si è conquistata una posizione più che rispettabile di chi porta avanti gli argomenti propri della sinistra: il Sud, il lavoro, la precarietà, la scuola.  Orlando, con la sua candidatura nata su suggerimento di Renzi, ha osato pensare che, rivolgendosi direttamente a quelli che dal Pd erano usciti, potessero  portargli  parte dei loro elettori  ed ha peccato di ingenuità perché avrebbe dovuto sapere che quando uno dice ad un suo elettore di andare da un’altra parte molto spesso quello ci va e ci resta pure. Lo sanno bene quelli che,non potendo proprio dire di no a Pittella, per le cose che ha saputo fare sulla città di Potenza e per la città di Potenza, si sono limitati ad adoperarsi per far aumentare l’affluenza insieme alle schede bianche. Che Renzi vincesse, i dubbi erano pochi o nessuno. Che potesse avere dalla sua un’affluenza  tale da suturare la ferita dell’operazione traumatica a sinistra, è un successo che lo legittima a proseguire nella sua rotta di navigazione in campo aperto, senza scogli e senza tentativi di ammutinamento. Si farà la sua squadra, questo è certo, imporrà le sue scelte, porterà avanti il suo programma di cambiamento della società italiana. La grande domanda è se il partito, oggi che ha cambiato natura e si è affrancato dai personaggi che facevano ombra con il loro passato e con la loro voglio di continuare ad essere inamovibili nel presente e nel futuro, riuscirà a diventare un partito plurale, un partito nel quale si discute ma soprattutto si ascolta e si prende un po’ qua, un po’ là quello che di buono viene fuori, da qualsiasi parte venga.  Non ci credo, perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, e non a caso ieri il presidente della Commissione elettorale ha preso la parola per dire che ci vuole una legge sui partiti, una dichiarazione che sembrava fuori contesto ma che indicava, a chi capisce, la sola strada che la democrazia conosce: e cioè far contare ogni cittadino nella sede  decidente. Facesse Renzi un provvedimento del genere , tornerebbe a contare  quattro milioni di iscritti.

Il Renzi di Basilicata, Pittella, è diverso dal Renzi romano solo per estrazione, l’uno socialista l’altro ex democristiano, ma può vantarsi di essere stato il proconsole più diligente, quello che, in una provincia difficile, dove la politica si rafforza con alleanze di potere ( ed Emiliano ,oltre allo sforzo notevolee genuino di Lacorazza ha chiamato alle armi anche un certo potere appulo lucano che si muovono per interessi diversi, a giudicare da certe facce che ai seggi non si vedevano da tempo) ha portato fino in fondo il suo attacco al vecchio establishment e uno alla volta si è liberato di quelli che gli facevano vedere rosso. Poi è passato anche a ridimensionare il bianco ed a risciacquare in Arno le divise lucane, in modo da darle una identità, un simbolo e un capo. Quello che le primarie hanno detto è che la Basilicata ha, per Renzi, un interlocutore indispensabile, che non può essere più bypassato, perché qui in regione è diventato il più forte di tutti. E a guardare le persone che si sono mosse per la causa, e a come i si sono mosse, c’è da ricavarne la sensazione che ha saputo lavorare bene sulle seconde file dei vari schieramenti, facendo balenare loro l’idea che si può essere secondi anche stando col più forte. Forse ieri si sono consumate carriere e si sono aperte nuove carriere, sotto la bandiera del ricambio generazionale. Insomma, l’avevamo detto che il rischio c’era, ma che il primo maggio Pittella avrebbe potuto celebrare a Lauria la festa del lavoro…di fino!!!. E questo è proprio all’uncinetto!. Avremo da parlare di questo scenario cambiato, per le cose da fare ,per le alleanze, per i paletti da mettere. Oggi abbiamo parlato delle persone , di chi ha vinto e di chi ha perso,  partendo dalla premessa , da tutti condivisa, che stavolta hanno vinto sopratutto gli elettori, dando fiducia ad un partito che ha mille difetti ma la cui assenza porterebbe solo confusione e caos.