La politica è competizione, è ambizione, è voglia di emergere. Ed è anche passione, odio. Prima c’erano sentimenti come il rispetto,l’amicizia. Questi da tempo sono scomparsi, da quando la competizione è diventata mors tua vita mea. Tutto lascerebbe prevedere che anche questa volta le passioni avranno la meglio sulla lucidità, sul ragionamento e che si assisterà in Basilicata ad UNA sfida con l’accetta. In Basilicata all’odio per Renzi si è aggiunto quello per Pittella. Che è un odio viscerale, profondo perché dopo che ha vinto alle regionali, in un contesto di lotta all’ultimo voto, Pittella non ha fatto prigionieri e ha tolto di mezzo tutto quello che vestiva di rosso. Non so se abbia dato un input alla sua squadra, ma noto che di rosso non c’è in giro neanche una cravatta. Lasciamo stare la genesi di quest’odio, che sarebbe una storia interessante da raccontare, ma , se non avesse ottenuto altro da questo successo, quanto meno può vantarsi di essere riuscito in un sogno che coltivava da piccolo. Epilogo scontato dunque? Si andrà in campagna elettorale per fare quanti più scalpi possibili? Tutto dice di si’, ma io continuo a non crederci. Per alcune semplici ragioni che provo a spiegare. La prima è che può andare benissimo per Liberi e Uguali e toccare anche il dieci per cento. Ma non ci ricavi manco un panino e una birretta. Quelli che debbono andare al proporzionale se ne vanno e il resto , quelli che guardano alle elezioni regionali, lotteranno per prendersi una pattuglia consiliare che rischia di essere messa ai margini ancora per cinque anni .Ora, anche l’ultima persona che è entrata in politica, sa che il potere è fatto di Sindaci, di consiglieri regionali, di amministratori di questo o di quello, e che rimanere lontani da questi portatori di voti, significa condannarsi all’isolamento. C’è chi lo farebbe ben volentieri pure di avere lo scalpo principale, ma c’è chi non se lo può permettere. Qualunque cosa si dica, per galvanizzare le piazze, non necessariamente è vero, ed io ho la sensazione che più che un ravvedimento delle posizioni, ormai ben fissate, ci potrà essere una gestione tecnica del voto meno lacerante. NelLe regioni dove si vota il 4 marzo nel Lazio è  prevalso la linea trattativista ,nella lombardia dove c’è gori un filo renziano si sono girati dall ‘altra parte. Se si perde la prima regione italiana  per questi capricci che ti puoi aspettare da questa pseudo politica??