Provarci da solo a capire i meccanismi che consentiranno di attribuire i 315 seggi al senato e i l’attribuzione dei 630 seggi alla camera dei deputati, è paticamente impissibile eppure noi, elettori, soggetti privilegiati a scegliere i nostri rappresentanti in parlamento, dovremmo sapere già in anticipo gli esiti cui va incontro la nostra sigla o il nostro candidato che abbiamo individuato con una crocetta; evidentemente la legge elettorale interessa più chi deve andare in parlamento che chi deve mandarlo. In Italia contrariamente agli altri paese occidentali sì è dovuto mettere mano più spesso alla legge elettorale con varie motivazioni: a volte per provare riequilibrare il sistema maggioritario con quello proporzionale per garantire piu’ governabilità da un lato e rappresentatività dall’altro e in alcuni casi per dare più certezze ai partiti dominanti per ritornare a occupare i posti lasciati allo scadere della legislatura. Iniziò Mussolini facendo scattare il premio di maggioranza col 25% dei voti riportati assegnandosi il 75% dei seggi elettorali ci provo’ De Gasperi, nel 1953, con la legge truffa assegnando al partito o alla coalizione il 65% dei seggi nel caso avesse riportato il 50% più uno dei voti. Siamo una democrazia matura ma in tema di legge elettorale non abbiamo trovato una stabilità una legge che vada bene a tutti e sempre anche a quadro politico mutato e il primo a pagare è il cittadino che è eternamente confuso, a complicare le cose sono stati i continui cambiamenti alle legge elettorale vigente che dal 1993 ad oggi sono state tanti: il Mattarellum, il Porcellum, l’Italicum, il misto e il rosatellum. Il Rosatellum 2.0 è la legge che prende il nome dal suo ideatore, Ettore Rosato, ed è quella con cui andremo a votare a marzo, per decifrarla ci vuole una laurea in giurisprudenza con tanto di praticantato, le regole e i meccanismi di calcolo per assegnare i seggi a ciascun partito o coalizione e l’individuazione dei nomi dei candidati eletti non sono alla portata degli elettori, tanto loro devono solo apporre una croce al resto ” ci penso mi”. In Basilicata i seggi assegnati sono invariati e sono 7 seggi al senato, che è il numero minimo che la costituzione assegna alle regioni sotto un certo numero di abitanti, di cui 1 seggio assegnato a un collegio uninominale e 6 seggi assegnati ad un collegio plurinominale. Praticamente dai cinque vecchi: Potenza, Matera, Melfi, Lauria e Pisticci in due che rispetto al passato invadono i confini provinciali, l’uno che da Matera arriva a Melfi e l’altro che da Potenza arriva al lagonegrese- . Per l’assegnazione dei restanti 6 deputati alla camera la circoscrizione della Basilicata sarà composta da due collegi uninominali dove ciascuno eleggerà 1 deputato e un collegio plurinominale da cui usciranno i rimanenti 4 . Il partito o la coalizione che avrà superato il 40% portera a casa un numero congruo di seggi tali da governare con larga maggioranza. Ma anche qui ci sono calcoli che è impossibile spiegare.Quando ci dobbiamo complicare la vita, noi italiani siano insuperabili!