Per ieri sera è stata convocata la Conferenza dei capiugruppo al Comune di Matera per stabilire la data per la discussione della mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e il voto sul rinnovo del presidente e dell’ufficio di presidenza del consiglio comunale. Due date dirimenti per il prosieguo della legislatura. Sull’elezione del presidente del consiglio, riproposta per la quinta volta di seguito dopo la mancata elezione, l’opposizione potrebbe tendere la mano al gruppo di Santochirico, votando per l’esponente dello stesso gruppo politico (Maria Cristina Visagi), evitando il ritorno (non improbabile) del dimissionario Salvatore sullo scranno presidenziale. Sul voto di sfiducia, però, l’opposizione sembrerebbe compatta. A rendere incerto l’esito scontato di respingimento, però, potrebbe essere il voto della consigliera del PSI, Mariella Scarangella, intenzionata a votare con l’opposizione. Nelle ultime ore, dalle parti del PSI, si registra un certo nervosismo, specie dopo la delusione per non aver ottenuto alcun ristoro per il partito nella verifica ultima scorsa. Dalle parti del M5S, però, si dicono tranquilli perché dal PSI arriverebbero segnali di distensione in vista di un futuro assessorato in capo alla stessa Scarangella o sua indicata. PSI, Verdi e +Europa, avevano chiesto l’azzeramento della giunta perché si giungesse ad un allargamento alle forze politiche progressiste che oggi siedono tra i banchi dell’opposizione, ivi compreso il PD. Cosa che di fatto non è avvenuta, in parte perché una di queste forze politiche (Europa Verde), al momento della decisione finale, si è sfilata dal patto, accettando di indicare un’assessora in giunta, dall’altra parte perché il sindaco non ha mai manifestato interesse a rinunciare ai propri fedelissimi per aprire ad una eventuale nuova fase, che lo avrebbe anche potuto accompagnare ad una sua ricandidatura. Non certo un buon viatico per la costruzione del futuro campo largo. Diciamo la verità, Bennardi, contrariamente a chi lo ritiene ingenuo, ha imparato bene la lezione. L’ha imparata proprio dal PD. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Nonostante infatti la garanzia di qualche esponente di opposizione che ha già concordato un’assenza tattica dal Consiglio affinché la mozione non venga approvata, il sindaco della città dei sassi, ha chiesto alla referente provinciale Viviana Verri, al coordinatore regionale sen. Arnaldo Lomuti, di farsi carico di organizzare un vertice con gli esponenti regionali, provinciali e cittadini del PD per discutere della mozione di sfiducia. Nell’incontro bilaterale tra M5S e PD, il sindaco, è stato categorico. A fronte di un sostegno del M5S alla candidatura di un esponente PD in provincia, esige la rinuncia al voto di sfiducia e, anzi, esplicitamente un voto contrario alla stessa mozione da parte dei Consiglieri del partito democratico, buttando la palla nel campo avversario. Ora sta al PD decidere se è meglio mangiare un uovo oggi per rinunciare ad una gallina domani oppure continuare coerentemente ad opporsi a questa maggioranza, agevolando immediatamente le elezioni e ponendo così fine all’esperienza amministrativa più surreale della storia politica materana, retta da un solo voto parentale. R.R.
BENNARDI CHIEDE AL PD DI NON VOTARGLI LA SFIDUCIA
