by ROCCO SABATELLA

Ha ragione Gene Gnocchi quando nella sua pillola quotidiana di ironia sulla Gazzetta dello Sport dice:” ma Berlusconi chi si crede di essere? Zamparini?”  Aldilà della battuta sul caos  delle panchine che ha accomunato i due patron del Milan e del Palermo, qualche considerazione sull’ultima trovata del presidente rossonero Berlusconi va sicuramente fatta. Per dire, per prima cosa, che il Cavaliere perde il pelo ma non il vizio. Nel senso che, come si usa dire quando  si gioca a pallone tra ragazzi “ il pallone è il mio ed io tiro il rigore”, anche il patron milanese ha fatto valere ancora una volta il suo volere quando ha deciso, contro il parere di squadra, Amministratore Delegato Galliani e fidati consiglieri, di esonerare Mihajlovic e di affidare la squadra all’esordiente Brocchi per il quale Berlusconi ha un’ammirazione  infinita. Non sappiamo se ciò è la pura verità oppure nasconde qualche altra mossa. Sulla quale cercheremo di addentrarci dopo. Intanto c’è da prendere atto di una cosa molto semplice: Berlusconi non ha mai visto di buon occhio Mihajlovic e non ha mai apprezzato il suo lavoro e in diverse circostanze lo ha detto chiaramente. Ma allora perché quando l’anno scorso Galliani gli ha proposto il tecnico serbo che avrebbe preso il posto di Inzaghi, ha dato il suo beneplacito per metterlo sotto contratto per due anni? Non poteva puntare direttamente su Brocchi facendolo partire ad inizio stagione e dandogli la possibilità di plasmare la squadra secondo la sua filosofia calcistica? Invece adesso, a sole sei giornate dal termine del campionato, che cosa potrà trarre Brocchi  da una squadra che è completamente allo sbando, non ha il tempo per lavorare e per impostare un nuovo gioco e dare al Milan una identità diversa rispetto a quella precedente? Anche se l’idea è quella di finalizzare il lavoro al 21 maggio, quando il Milan incontrerà la Juve all’Olimpico di Roma nella finale di coppa Italia. Perché questa resta l’occasione per cercare di salvare la stagione. Anche se il Milan non può coltivare soverchie illusioni di poter giocare ad armi pari con la formazione di Allegri perché il divario tra bianconeri e rossoneri è ancora molto ampio. E la partita di sabato scorso a San Siro ne è l’esemplificazione: il Milan ha giocato una delle migliori gare della stagione mentre la Juve non si è affannata più di tanto e comunque alla fine è riuscita a raccogliere i tre punti. E’ difficile ipotizzare che il 21 maggio i rossoneri trovino la stessa Juve di sabato scorso. Tornando al Milan, c’è da dire che in questo momento sono ben quattro gli allenatori a libro paga della società del presidente Berlusconi. E i tifosi rossoneri disorientati, come la squadra, si augurano che non si ripeta con Brocchi quanto successo con Pippo Inzaghi, anch’egli catapultato dalla Primavera alla prima squadra e con risultati altamente deludenti. Scegliendo Brocchi per queste sei giornate di campionato, Berlusconi  potrebbe anche aver pensato di mettere alla prova il nuovo allenatore del Milan: se avrà avuto ragione lui, potrebbe aver risolto il problema della guida tecnica per il futuro: in caso contrario avrebbe il tempo per pensare ad altre soluzioni per risolvere finalmente questo problema che si trascina ormai da quando Berlusconi ha esonerato Massimiliano Allegri.