BIANCHE LE PAGINE, BIANCA LA NOTTE

 
Fra i tanti colori che si attribuiscono alle varie nottate in programma nei diversi programmi estivi di paesi e città  (sempre pronti ad accogliere e a coccolare turisti e rimpatriati occasionali con reverenze e lustrini), Potenza ha scelto il bianco per la seconda edizione della “Notte bianca del libro”, appunto, prevista a cavallo fra il 3 e il 4 agosto. 
Questo modo di dire, che affonda le sue radici nel Medioevo (quando gli aspiranti cavalieri erano costretti a trascorrere la notte precedente all’investitura in preghiera e a digiuno), è foriero di un’idea di attesa, di cambiamento, di illuminazione.
E come non potrebbe essere tutto questo un’ intera notte dedicata al libro?
Già … il libro, questo insieme di pagine contenenti migliaia e migliaia di parole per alcuni vuote, per altri cariche di significato, per altri ancora addirittura salvifiche.
A ogni fase della vita di ognuno di noi corrisponde un libro, un testo che contiene al suo interno le risposte ai nostri quesiti, alle nostre paure, ai nostri sogni.
Per quanto si cerchi di denigrare e criticare di continuo il nostro capoluogo (a volte lo si fa anche solo per omologata appartenenza alla malsana categoria di “uomo medio”), Potenza fa da sempre diversi e notevoli tentativi che muovono in direzione “cultura”.
Ma la cultura ha il grande limite di apparire come balsamo per pochi, accessibile solo a una ristretta e privilegiata fascia di utenti.
Nulla di più errato!
La cultura si veicola attraverso vari strumenti fra cui il libro e questo ha un potere straordinario: ti permette di conoscere epoche e costumi, di provare emozioni e sensazioni, di farti guardare l’anima e il cuore. 
Ogni libro contiene un qualcosa di recondito e di sacrale, di magico e di dannato al tempo stesso.
C’è quello che leggi tutto d’un fiato in poche ore e quello che lasci per mesi sul comodino con il segnalibro a pagina 23, quello che ti fa sudare davanti a un bivio o quello che ti accelera i battiti quando sei costretto ad affrontare il nemico in un prodigioso duello.
E’ l’unico modo che abbiamo per conoscere noi stessi e gli altri, per misurarci con le nostre paure e i nostri fantasmi. 
E allora abbandoniamoci a questo evento che, vestendo il capoluogo di musiche e teatralità, di colori e suggestioni, non potrà che avvicinare al mondo della lettura (anche se solo per una notte) anche i più scettici pigroni.
Il libro è l’unico oggetto inanimato che produce sogni, l’unico ostinato e indistruttibile ponte in grado di legare con intelligenza gli uomini fra loro.