“Vi sfido a verificare se avete mai ascoltato, almeno una volta sola, tutte le canzoni citate nel libro” (NdA)
E CHE VE LO DICO A FARE
Anno di pubblicazione 2011 – Genere Romanzo
Prezzo € 12,00 – Casa editrice STES
La drammatica comicità della vita vista dall’occhio, è veramente il caso di dirlo, cinico e autoironico del protagonista il quale, assieme ad una pletora grottesca e surreale di amici (un prete, un gay, una prostituta, un banchiere, un arrivista, un esperto di droghe leggere, un disabile e tanta altra varia umanità), grazie ad un’eredità clamorosa e di dubbia provenienza ci accompagna, con le sue digressioni iperboliche, dalle spiagge di Maratea a Londra, da Roma a Charleston e San Francisco, la Costa Azzurra e Parigi, lungo un percorso di 40 anni dalla strage della stazione di Bologna al terremoto dell’80 ai mondiali di Spagna dell’82, tra tragici quanto improbabili colpi di scena e incontenibili risate, con le ricette di Alfredo Tommaselli e con la più bella colonna sonora di tutte le più belle colonne sonore.
Il tuo romanzo è una carrellata irresistibile di personaggi molto particolari. Quanto dell’essere potentino c’è in loro?
Prima di tutto, grazie sei molto gentile. Penso si possa definire un romanzo di de-formazione, un continuo flash back che accompagna il protagonista ed un gruppo di amici niente più che alla scoperta della vita iniziando dalle scuole elementari. Si parte quindi da Potenza, molti degli accadimenti si svolgono nella nostra città e tra la nostra città e Maratea l’avventura si conclude. Direi quindi che tutti i personaggi sono caratterizzati dall’essere potentini. In fin dei conti diversi personaggi girano se non il mondo l’Italia ma sempre a Potenza fanno poi ritorno. Cosa poi voglia dire essere potentino questa è faccenda altra.
Il personaggio del romanzo cui sei più affezionato? E perché?
Donato Dellavia, il gay e Padre Lino, il prete. Entrambi assolutamente “diversi” che interpretano la diversità in maniera…diversa!
Pensi di scrivere o stai scrivendo un nuovo romanzo?
Dopo “E Che Ve Lo Dico A Fare” ho pubblicato una raccolta di racconti e un romanzo accompagnato da fotografie. Ho appena finito di scrivere un nuovo romanzo, e sono molto indeciso sul titolo. Tratta della miseria umana che in quanto umani ci portiamo appresso ed è ovviamente ambientato a Potenza ed è una discarica indifferenziata delle tante schifezze che quotidianamente ci deliziano con il loro olezzo. Il trionfo del malaffare, una mafia bianca che non risparmia nessuno, partendo dalla così definita Potenza bene, il palazzo della Regione, Onorevoli e Senatori, pseudo imprenditori, rifiuti, petrolio, banche, sanità, giustizia. Il tutto condito da ironia e disincanto, senza lieto fine, perché purtroppo la cosa davvero triste è che abbiamo consentito a degli inetti di privarci della speranza.
Limiti e pregi della nostra città e dei nostri concittadini?
Abbiamo davvero tutto questo tempo? Il pregio, senz’altro la capacità di autoesaltarci per il nulla assoluto. Un limite, la capacità di auto esaltarci per il nulla assolut
Dal tuo ultimo progetto si capisce chiaramente che ami molto Potenza anche come location fotografica. Secondo te si presta ad esserlo anche per cinema e serie tv?
Ovviamente sì, ma ci vuole una storia. Una storia di largo respiro. Ad esempio, sorvolo sulla faccenda di quella storia ambientata a Matera. Siamo portati ad esaltare lo straniero. Uno nasce a Corleto, abbandona la Basilicata, peraltro giustamente, ha successo in Australia e ne facciamo un eroe. Arriva un incapace dalla Calabria, e gli stendiamo il tappeto rosso. A me pare che ci sia una sola persona, di cultura superiore e di notevole livello artistico, che si occupa di Basilicata vivendo la Basilicata senza peraltro aver mai sfruttato i soldi pubblici della Basilicata per le sue attività, Gaetano Cappelli. Ci sono diverse sue storie che possono essere film…se solo andasse via da questa terra potrebbe poi farvi ritorno come un re.
