di ROCCO PESARINI

 

 

Primo di 4 libri della Collana dedicata al racconto di Potenza, è stato seguito poi da La città capovolta, La città svelata dai giovani e La città non finisce mai.

LA CITTA SVELATA

Anno di pubblicazione 2015 – Genere: Racconti

Prezzo € 7,50 – Universosud Editrice

Un racconto collettivo, coordinato da Paolo Albano, di una collettività di potentini, doc o acquisiti o di passaggio per recuperare la memoria di quel che è stata la vita e l’anima della nostra città in un caleidoscopio di immagini e parole per raccontare ciò che erano i rioni e gli angoli più conosciuti della città di Potenza.

 

Paolo, che immagine di Potenza venne fuori da questo collage di racconti?

Potenza è una città di provincia che in quella occasione scoprì se stessa attraverso il ricordo autentico di quelle persone che rendevano unici i rioni. Un rione era un gruppo di persone ben individuato e tra loro c’era sempre un personaggio. Era facile capire “tu sei di Via Crispi, tu di Porta Salza” . Scoprì che aveva perso la sua voce e con quei racconti promise di ritrovarla. Anche Letti di sera scoprì qualcosa che, sin da allora, l’ha caratterizzata. La vocazione di mettere in luce l’anima gentile e curiosa della nostra città nacque in quelle pagine che mischiarono la periferia con il centro e cercarono, infine, di ridare un ruolo all’una e all’altro.

Potenza merita di continuare ad esser raccontata? E se si, in che modo?

Una città autentica come è Potenza merita sempre di essere raccontata. I fatti, le persone cambiano ma non cambieranno mai  i passi che si fanno nelle sue strade. I passi vanno raccontati sempre quando si chiacchera quando si dice ad un figlio “qui a quel punto c’era…e adesso?”. Così si riconnette memoria e presente e, insieme, si predispongono, più forti o più deboli, a vivere il futuro. Si è più forti quando la memoria si impasta con il presente con tutta la sua densità e con tutte le sue emozioni. Accade di essere più deboli quando si vive troppo intensamente il presente  ci si accorge troppo tardi che il presente non ci regala orizzonti da conquistare.

Si deve continuare a raccontare Potenza in tutte le forme possibili: foto, immagini che si muovono, web, ma su un posto sicuro ci deve essere sempre un libro.

Potenza si presta, secondo te, come location per altri arti, su tutte la cinematografia con film e fiction tv?

Ma certo. Tutti noi abbiamo scoperto con veemenza e con un po’ di rammarico – perché un pò tardi – la bellezza e l’intensità del nostro centro storico proprio durante le notti bianche del libro. Come? Attraverso i nostri ospiti, scrittrici, scrittori, giornalisti, cantanti  che ogni volta ci fanno scoprire quanto sia suggestivo quel vicolo, chissà che potrà raccontarci quel portone e in quella piazza quanti incontri saranno avvenuti e quante persone si sono abbracciate. E poi il paesaggio che circonda la nostra città? E’ troppa la bellezza, troppi sono i colori e gli odori che si possono recuperare ancora più su, ancora qui attorno.

Stai lavorando a qualche nuova “creatura letteraria”?

In questo momento occorre mettersi a osservare, poi a confrontare gli sguardi, poi a decidere di lasciare qualcosa per prenderne altre. Non vogliamo fare la cronaca di quel che accade in questi giorni. Vogliamo fare, invece, un calendario particolare dove annotare le frasi che ci riguardano a proposito delle nuove parole che dobbiamo far vivere: tempo, Resilienza, Cura, Comunità,  Numero, Mediterraneo, Nord – sud etc, etc

Un altro libro, ovviamente ambientato a Potenza, che consiglieresti ai nostri lettori?

Consiglio un libro della memoria molte volte citato ma, secondo me poco letto: Cronaca potentina del cav. Raffaele Riviello.

Ma poi in questi giorni mi è capitato qualcosa di inaspettato. A me che non amo le poesie perché ce sono troppissime, solo per questo, mi è capitato di rileggere con emozione i versi di Giulio Stolfi, di Tuccino Riviello e di risfogliare, poi,  le pagine di Gaetano Cappelli, lo scrittore potentino più autentico.