rocco sabatella

Il nuovo decreto del presidente del Consiglio, illustrato dal premier Conte ieri sera, prevede che le squadre professionistiche potranno riprendere gli allenamenti a partire dal 18 maggio prossimo. Non è stata prevista, invece, la data della ripresa dei campionati perché occorrono ulteriori valutazioni in materia sanitaria. Che saranno approfondite nei prossimi giorni. Quando il presidente del Coni Malagò consegnerà al ministro dello sport Spadafora una certificazione validata dal Politecnico di Torino sui coefficienti di rischio delle attività sportive di tutte le discipline. Spadafora ne discuterà con il ministro della salute Speranza che dovrà poi emanare il provvedimento per la ripresa dei campionati. Mercoledi prossimo Malagò incontrerà, in video conferenza, i rappresentanti di tutte le federazioni per fare il punto della situazione. Alla luce di quanto detto e del nuovo DPCM, possiamo spingerci a dire che serie A e serie B hanno molte chances di riprendere a giocare e di terminare la stagione anche spingendosi nel periodo estivo. In questo senso spinge l’Uefa che ha stabilito al 25 maggio la data ultima in cui tutte le federazioni calcistiche nazionali europee dovranno comunicare il giorno della ripresa dei campionati che, sempre secondo il massimo organismo calcistico europeo, si dovranno concludere improrogabilmente il 3 agosto prossimo. Per quanto riguarda serie C, la soluzione che si profila è, invece, il blocco del campionato. Che pare trovare d’accordo la maggior parte delle società della terza serie e fa parte del pacchetto di proposte adottate dal Consiglio direttivo della serie C che doveva rimanere segreto fino all’assemblea delle società che si svolgerà domenica prossima e che una volta reso pubblico ha scatenato tante polemiche e reazioni molto dure della Lega di serie B e della Lega Nazionale Dilettanti. In particolare le due proposte che sono state al centro delle discussioni nei giorni scorsi riguardavano il meccanismo prescelto per la quarta promozione dalla C alla B, ossia il sorteggio tra le 27 squadre  che al momento della sospensione del campionato avevano acquisito il diritto alla partecipazione ai play off e poi il blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla serie D. Che una volta approvate in sede di assemblea  verrebbero poi portate al Consiglio Federale della Figc. Le tante prese di posizione di un gran numero di società, con in testa il Bari, che con l’avv. Grassani ha già presentato un esposto per bloccare il sorteggio, ritenuto un’idea bislacca e insensata, sulle proposte del Direttivo della Lega Pro sul sorteggio per stabilire la quarta promossa dalla B, insieme alle prime dei rispettivi gironi, hanno sortito l’effetto di far pensare a soluzioni completamente diverse dal sorteggio che è stato difeso in questi giorni dal presidente del Potenza Caiata che nel Direttivo si è fatto promotore, insieme al presidente Ghirelli, del pacchetto di proposte creando, si dice, un asse molto forte con Ghirelli. Chi l’avrebbe mai detto dopo che Caiata aveva annunciato le sue dimissioni dal consiglio direttivo in aperta polemica con Ghirelli? Il patron del Potenza, infatti, è il più convinto a pensare che la serie C non deve ritornare in campo e per questo difende a spada tratta l’idea di affidarsi al sorteggio per la quarta promozione. La posizione di Caiata con il passare dei giorni è diventata minoritaria visto che lo stesso Ghirelli ha fatto marcia indietro sul sorteggio e ha già aperto alla soluzione dei play off in forma ridotta, prospettata da un fronte sempre più ampio di società della Lega Pro. Ciò anche perché, si mormora, non è stato trovato un parere giuridico-legale che potesse attestare la fondatezza del sorteggio. Come lo stesso presidente della Lega Pro si è reso conto, purtroppo in ritardo, di aver creato un incidente diplomatico con la Lega Nazionale Dilettanti, in tema di ripescaggi e retrocessioni, che è materia esclusiva della Federcalcio. Infatti ieri ha scritto una lettera al presidente dei dilettanti Sibilia per  fare una netta marcia indietro affermando che sarebbe necessario un tavolo permanente delle due Leghe per affrontare il problema della riforma dei campionati. Ma nessuno del consiglio direttivo della Lega Pro ha pensato che sarebbe stato più saggio coinvolgere prima la Lega dei dilettanti e quella di B nell’elaborazione unitaria di determinate proposte per affrontare le problematiche del calcio sul tappeto? Senza commettere l’errore di andare avanti da sola. Di sicuro la posizione di Ghirelli si è indebolita e non di poco. Mentre restano sul tappeto i problemi economici della maggior parte delle società di C, acuiti in maniera drammatica dal Covid 19 e che allarmano giustamente sia Ghirelli che Caiata che  stanno chiedendo a gran voce l’intervento del Governo  per interventi di natura economica come la Cassa Integrazione anche per i giocatori di serie C. Non per tutti ma solo per quelli che hanno un ingaggio lordo non superiore a trentamila euro. Ma anche accelerando la riforma dei campionati che è un cavallo di battaglia del presidente Caiata che, in qualità di parlamentare, chiede da tempo che si passi per la C al semiprofessionismo per alleggerire i costi di gestione che adesso sono troppo alti. La proposta di 60 squadre professioniste, invece che le attuali 100, sembra quella più percorribile e gradita. Con una sere A a 18 squadre, la B a 20 e la serie C denominata Elite con 22 squadre. Le altre 40 di terza serie inserite in una riedizione della C/2 ma semiprofessionistiche. La riforma dei campionati è necessaria e inderogabile per evitare che gran parte delle società della Lega Pro, già nella prossima stagione, siano costrette a non poter iscriversi per i gravissimi problemi economici causati dallo stop imposto dal Covid 19. Per concludere la stagione attuale, bisognerà solo decidere la formula dei play off che potrebbero interessare le tre seconde e le tre terze e questo lo dovrà stabilire la Federcalcio. Le date saranno decise dal  ministero della Salute in base all’evoluzione del Covid e alla curva dei contagi. Bisognerà osservare le più stringenti norme di sicurezza per cui si pensa di concentrare le squadre in un’unica città per il breve periodo di far svolgere gli incontri. Rigorosamente a porte chiuse. Si parla già di Bari, di Reggio Calabria, di Catania come sedi giuste per ospitare gli spareggi.  Sia il Potenza che il Picerno sono favorevoli nettamente alla sospensione del campionato. Come lo sono anche i tifosi organizzati italiani che si sono schierati nettamente contro la ripresa dei campionati. Le squadre che eventualmente dovranno fare questi play off sono nelle condizioni di poter sopportare anche i costi dei rigidi controlli sanitari predisposti dal protocollo della Figc che riguardano i tamponi e ammontano a circa 1500 euro per giocatore, staff tecnico e sanitario. Una quarantina di persone che dovranno stare a contatto con i calciatori per una spesa complessiva di sessanta mila euro