Quando ha iniziato l’ennesimo sciopero della fame, ho telefonato a Bolognetti per dissuaderlo ed è stata una telefonata tanto lunga quanto infruttuosa. Gli dicevo che innanzitutto eravamo entrati in un periodo elettorale, nel quale i candidati ronzano come vespe da una parte all’altra della regione e non hanno tempo né di leggere né di ascoltare, ma solo stringere le mani e di raccomandarsi per un voto in famiglia. Secondo , che la propaganda avrebbe preso il posto dei ragionamenti, l’invettiva quello del colloquio, l’abbattimento dell’avversario quello dell’antagonismo politico. Un mese di odio alimentato da chi su questo sentimento ha seminato nel paese ed in Basilicata. Tra i motivi del suo sciopero, oltre che difendere l’esistenza di radio radicale, una radio che ha segnato la democrazia di questo Paese, trasmettendo dibattiti, convegni , i lavori di Senato e Camera, la rassegna “Stampa e regime” che era un piacere ascoltare non solo per le notizie ma per il modo di porgerle del suo conduttore, Boldrin, un grande del giornalismo italiano ironico e dissacrante pur senza mai alzare la voce, ce n’è uno che avrebbe dovuto tenere aperte le orecchie di tutti i lucani: la verità sulle attività estrattive, Per far capire quanto disperata sia la battaglia di Bolognetti in questa regione pigra e senza memoria, ricorderò che Maurizio, in questi mesi, anzi in questi ultimi anni, ha parlato  di relazioni da chiarire tra il ruolo di un magistrato inquirente e la più grande società di trattamento dei rifiuti, anche petroliferi,esistente in Basilicata che si è avvalsa  della consulenza legale della moglie del suddetto magistrato . Oggi questo imprenditore, su cui la stampa italiana si è sbizzarrita, si fa fotografare con Salvini, mi sembra a Matera ( la foto in copertina è di Sassi live). Niente che non sia lecito, per l’amor di Dio, salvo che lo stesso Magistrato, già consulente per la Commisisone sullo smaltimento illecito dei rifiuti, è diventato consulente del Ministro Savona, trovando il tempo, tra una cosa e l’altra, di decapitare con forza bruta la regione e di stendere al tappeto il suo Presidente. A pensare a male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca, diceva il Divo Giulio. ma è un fatto che Salvini è arrivato al grido di più trivelle per tutti e ad applaudirlo e a stringergli la mano c’è chi sui fanghi da petrolio ci lavora e guadagna e nessuno che si azzardi a farsi venire il pensiero che forse Bolognetti sa vedere al di là della gente normale, sta cercando di fare verità e sta cercando, a costo della propria salute, di aprire gli occhi alla gente. Però sono congetture e non prove e, per le congetture, due piu’ due non fanno quattro ma al massimo una serie di puntini che collegati possono far apparire un …disegno . Maurizio potrebbe emulare Pasolini nel suo famoso editoriale sul Corsera: “io so” ( ma non ho prove) . Quello che conta però, e che mi ha sollecitato a scrivere, è che il suo sciopero della fame continua a passare inosservato perché   qui , in questa regione, c’è posto per l’odio, per l’invidia, per il rancore, la vendetta, ma non per l’amore di giustizia e verità.. R.R.