Non sponsorizzo la candidatura di Bolognetti come non sponsorizzo quella di nessuno, perchè certe cose appartengono alla mia sfera personale e da tempo ho smesso di fare politica attiva. Su queste colonne esprimo le mie idee , con i limiti e le contraddizioni che il mio bagaglio culturale mi consente, ma con l’indiscusso valore aggiunto di una esperienza quarantennale nei gangli vitali della amministrazione regionale, intesa in senso lato. E questa esperienza mi porta a dire che qui, come altrove, è forte la discrasia fra quello che si dice e quello che si fa e che ,mancando un organo importante di valutazione come sono i giornali che dovrebbero pesare fatti e persone, la vittoria è sempre della parole sui fatti e sulle azioni. Bolognetti è quello dei fatti: nella sua lotta contro i poteri forti, contro le arroganze, contro la cattiva politica, contro il calpestamento dei diritti civili, contro l’affossamento dei valori costituzionali. Quello che sull’ambiente ha fatto , con le battaglie sul COVA (quando toccare il cane a sei zampe significava rischiare un arto,in senso figurato ovviamente), o con quelle sui rifiuti e sugli interessi trasversali che passano tra molti uffici e altrettanti ruoli, sono cose rispetto alle quali un certo ambientalismo parlato dovrebbe arrossire e quando arriva ,come fa oggi, a chiedere ai vari parlamentari penta stellati lucani , a Strasburgo e a Roma, di dimettersi per la distanza tra le loro parole ed i loro fatti, non ha tutti i torti. Ovviamente la sua è una provocazione, e forse anche una sparata elettorale ma il concetto è chiaro e condivisibile quando afferma che “Sì, lor signori dovrebbero quanto meno smetterla di praticare in Basilicata come a Taranto e come in tutta la penisola la politica del doppio binario, quella delle cose dette in piazza per raccattare voti e quella delle cose fatte o verrebbe da dire non fatte”. Oggi che ci avviciniamo alla nuova consultazione di popolo, vorremmo appunto che si portasse legna nel camino freddo un pò freddo della case lucane. Così come la sua battaglia per evitare che il gattopardismo lucano torni ad alzare la testa con l’operazione di uno che paga per tutti e tutti che ridiventano nuovi è una battaglia sacrosanta, che una stampa libera non può che appoggiare. Vogliamo un rinnovamento reale, con uomini nuovi. E vogliamo i fatti che parlano di rinnovamento: proposte, leggi e impegni certi. E questo vale sia a destra che a sinistra. Rocco Rosa
BOLOGNETTI E’ IN COMPAGNIA
