Valtterri Bottas ha vinto il Gran premio di Russia dopo averlo dominato dal primo all’ultimo giro. Ma la Ferrari aveva le carte in regola per soffiargli la vittoria e può biasimare soltanto se stessa per aver distrutto una doppietta che al sabato pareva sicura.
Per la prima volta dal Gran premio di Francia 2008, che si correva a Magny-Cours e vedeva Kimi Raikkonen scattare in pole position con al suo fianco Felipe Massa, il Gran premio di Russia è partito con due Rosse davanti a tutte. Nella posizione del palo stava Sebastain Vettel, col fido Raikkonen nella casella numero due.
La partenza bruciante di Valtterri Bottas ha però sorpreso Vettel, che prima gli ha offerto la scia e poi nulla ha potuto alla differenza di potenza che il finnico gli ha rifilato, aiutato dal suo turbo Mercedes. Raikkonen ha avuto una partenza peggiore del tedesco ma è riuscito a ricacciare indietro sia Verstappen sia Hamilton, e a gestire la terza posizione senza problemi.
Da questo momento è partito l’inseguimento a Bottas, che però si è rivelato una lepre irraggiungibile. Per tutto il primo stint di gara il finlandese ha mantenuto un vantaggio di circa quattro secondi sulla prima Ferrari. Dopodiché, quando le sue gomme UltraSoft hanno iniziato a cedere e Vettel ha eroso il vantaggio fino a 2 secondi, il #77 ha inibito l’undercut ferrarista (la sosta anticipata di un giro che ti consegna il sorpasso ai box sfruttando una tornata con le gomme fresche) rientrando lui. A Maranello non è rimasta che la carta dell’allungo, e l’hanno sfruttata fino all’ultimo. Sebastian ha fatto il miracolo riuscendo a reggere i tempi di Bottas con gomme più vecchie di oltre 30 giri, finché non è rientrato e non ha lanciato il guanto di sfida.
La Ferrari ha pagato però ben nove decimi di ritardo nella sosta ai box, a causa di alcuni problemi con il montaggio della gomma anteriore sinistra. Aggiungendoci anche problemi coi doppiaggi, Vettel ha provato senza successo a ricucire il distacco minimo da Bottas. A poco più di dieci giri dalla fine è riuscito a bucare il muro dei 2 secondi, ma non ha mai abbattuto quello dell’unico secondo di differenza. Quando tutti credevano che il gradino più alto del podio era ormai cosa fatta, Bottas ha dato uno scatto di reni ripulendo la gomma che aveva spiattellato e aggiungendo qualche cavallo forzando il motore con il bottone magico.
È un grandissimo peccato che la Ferrari non sia andata a segno perché ha perso 7 punti che potrebbero rivelarsi vitali nella lotta per il titolo. Anche se la SF70H risulta superiore nella gestione delle gomme, la W08 Hybrid rimane una vettura più veloce quando è nuda (cioè in prestazione pura), checché ne dicano le qualifiche di ieri, e soprattutto ha un motore più muscolare, con scatti di potenza maggiore (e lo dimostrano la partenza e le velocità di punta di Bottas).
Questa sfortuna ferrarista viene rincarata da un difficile doppiaggio ai danni di Felipe Massa, reo di aver fatto passare Bottas ma di aver resistito a Vettel (forse ignaro del distacco esiguo tra i due). Oltre al danno, quindi, la beffa di chiudere il GP con meno di un secondo di differenza dal finnico.
Meno male che la sfortuna che si è abbattuta su Maranello non è stata isolata. Fernando Alonso si è dovuto ritirare addirittura nel giro di formazione (un disastro che sembra aver provato i nervi dello spagnolo), mentre Lewis Hamilton ha fatto una gara orrenda e anonima, rimediando oltre 20 secondi di distacco dal leader e con il suo ingegnere spaventato dalla possibilità che Verstappen, 20 secondi più indietro, potesse ricucire il gap in una Safety Car. Boccone amaro anche per Daniel Ricciardo, costretto al ritiro per problemi ai freni.
La classifica dice Vettel davanti a tutti, con un vantaggio di 19 punti su Lewis Hamilton. La Ferrari deve invece cedere la testa della classifica costruttori, a -1 punto dalla Casa di Stoccarda.
