Mentre gli assessori giocano a prendersi il merito della distribuzione di risorse operata al Governo, la regione Basilicata si dimostra completamente inadempiente rispetto all’obbligo politico e istituzionale di portare di portare in discussione lo stato della programmazione da portare all’ attenzione del governo entro il 30 novembre prossimo, con i criteri, le priorità , la portata finanziaria delle richieste per il triennio . E’ ora che il presidente bardi convochi urgentemente un Consiglio Regionale straordinario per la definizione delle opere infrastrutturali prioritarie per la Basilicata da mandare al Governo  come indicato nella mozione presentata dal Italia Viva e già approvata all’unanimità dal Consiglio stesso.” Dura reprimenda del presidente della seconda commissione ( quella titolata alla programmazione) Luca Braia contro questa corsa degli assessori a prendersi meriti che non hanno  producendo una cattiva comunicazione che non rende giustizia a chi ha messo in campo queste risorse che non sono regionali ma nazionali . per Braia altro che cambio di passo del Governo regionale: ”  Nonostante gli appelli alla collaborazione  e i richiami morali,  Bardi e il suo governo non aprono tavoli di confronto neanche laddove sono obbligati. La programmazione resta un affare per pochi, senza quella trasparenza evocata ma poi tradita, a danno, in questo caso, delle decine di sindaci e comuni che hanno chiesto sostegno e aiuto e che non comprendono le motivazioni della loro, al momento, esclusione.
La modalità con cui la Giunta Regionale continua ad agire rispetto all’utilizzo delle risorse nazionali – che arrivano e continueranno ad arrivare – ci vede molto critici perché, in merito alla scelta di Comuni e opere, non si comprendono i criteri che, chiaramente, con tutti i lucani e le lucane vorremmo conoscere dal momento che appaiono anche poco equi tra territori della provincia di Matera, nuovamente più penalizzata rispetto a quella di Potenza. Così come vorremmo conoscere tutte le istanze pervenute in questi anni alla Regione, ai sensi della L. 145/2018,  finalizzate a investimenti per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico; la messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti; la messa in sicurezza degli edifici scolastici e di proprietà dei comuni; l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili a utilizzo pluriennale.
Tornando al 30 novembre che è praticamente arrivato, a chiare lettere nella mozione approvata quasi un mese fa, con voto unanime, la Giunta si è impegnata ad avviare la ricognizione delle infrastrutture da inviare al Governo entro questa scadenza. Come sempre ribadito, per noi sono in assoluto il raddoppio della S.P. ex S.S. 175 Matera-Metaponto che della S.S. 7 Matera-Ferrandina e l’adeguamento funzionale della  Lauria-Candela..
Le infrastrutture sono l’unica “strada” possibile per uscire dall’isolamento e rilanciare territori ed economia. Ho avuto modo di confrontarmi su questi temi, nei giorni scorsi, con il Vice Ministro Teresa Bellanova e con l’On. Raffaella Paita Presidente della Commissione Trasporti, per fare il punto sullo stato di avanzamento delle opere in corso e sulla  programmazione attuale e futura per la Basilicata, a partire dal collegamento verso la dorsale adriatica della linea ferroviaria Ferrandina-Matera valorizzando le aree industriali e dalla viabilità regionale per la quale fondamentale saranno le istanze che arriveranno dalle Regioni.
Sarebbe ora smetterla con i litigi, con gli annunci di attestazioni inesistenti e con le perdite di tempo – conclude Luca Braia. Si sospenda la delibera di riparto in attesa che  vengano chiariti in commissione i criteri oggettivi adottati e da adottare. Tenendo conto della gravità delle emergenze, della cronologia delle istanze e si convochi finalmente, in relazione al Decreto Infrastrutture ieri diventato legge, un Consiglio Regionale straordinario prima di inviare qualsiasi atto al Governo. Le emergenze infrastrutturali e le relative risorse per la Basilicata non appartengono ai partiti ma alle comunità: la politica deve farsi solamente lungimirante e virtuosa. Da Bardi attendiamo fatti.”