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“Se le elezioni dovessero servire solo a riportare in pista il centrosinistra, sarebbe una operazione perdente per la città di Matera che ha bisogno di ben altro per uscire dall’angustia in cui da una parte la politica e dall’altra la pandemia, l’hanno cacciata. Come per un aereo che stava decollando grazie al 2019 e che si è trovato improvvisamente con i motori spenti, oggi ci vuole ben altro che la rassegnazione. E’ necessario il coraggio, lo spirito di iniziativa, tanto cuore e competenza.” Luca Braia, assessore all’agricoltura nel governo regionale Pittella, consigliere regionale di fede renziana, spiega il senso del progetto “Matera 2029” movimento che, con tanti esponenti della società civile, sta animando il dibattito sulla città andando anche al di là del confine politico di “Italia viva” e che confluirà in una lista civica. Progetto che, sin dal nome, intende ridefinire lo spazio temporale minimo (10 anni) in cui realizzare una Matera realmente sostenibile, resiliente, capace di ricucire e riportare le periferie fisiche e ogni settore della società, al centro della politica e delle politiche. “L’obiettivo – dice Luca Braia – è mettere in pista una grande operazione di rinnovamento cittadino. Senza una nuova classe dirigente da coinvolgere e formare, non c’è futuro. Chi oggi invita ad unirsi ad un progetto di ampio respiro, deve avere il coraggio di dare esempi positivi nel sapere mettere insieme le persone, di capacità di aggregazione e generosità, intesa come responsabilità di fare anche un passo di lato o indietro per chi, come il sottoscritto, è stato sempre in prima linea. Civismo che non parte solo più o meno evidentemente all’ombra dei partiti ma come luogo di incontro anche delle periferie della città, da intendersi non solo come urbane ma anche e soprattutto sociali ed economiche. Bisogna ricostruire, prima di tutto, il senso di comunità e e di collettività, recuperando il senso della collegialità nelle scelte, rimanendo sempre inclusivi e umili nelle analisi e nei comportamenti ma anche talmente e coraggiosi e ambiziosi nella visioni da puntare tutto proprio sul recuperare quel senso di appartenenza che diventa orgoglio. La città oggi risulta divisa e un po’ delusa dagli ultimi anni vissuti ma è anche molto più consapevole di quello che si é diventati e che si può essere e rappresentare come modello di città in Italia e nel mondo. Se questa fase nuova si realizza, mettendo tutti di fronte a un nuovo scenario politico, allora ci può essere spazio per dare a Matera una squadra capace di riprendere la prospettiva che si era creata per l’evento mondiale di Matera 2019, consolidando la presenza della nostra città nel panorama delle grandi capitali europee di cultura e baricentro, con la Basilicata tutta, del mezzogiorno e del mediterraneo e quindi del nuovo mondo.” -Si ma, a me sembra, che non sia stata solo la pandemia ad aver interrotto il decollo. Il serbatoio delle iniziative 2019 non ha avuto carburante sufficiente rispetto alle attese… “Può essere ma non é sempre e solo questione di risorse economiche. Quello che è mancato è il coinvolgimento di tutti i materani nelle loro espressioni umane, artistiche e professionali, del territorio e dell’intera comunità lucana. Matera non ha saputo approfittare del momento storico irripetibile per rigenerarsi, se non in parte del centro storico, e soprattutto identificarsi con la Basilicata, non solo prima della nomina: l’iniziativa “Capitale per un giorno” non è certo bastata. Abbiamo presentato al mondo una parte di un gioiello senza custodia, qualcosa che non identifica la bellezza nelle sue peculiarità ma la confonde in mezzo ad altre. E’ mancato un racconto collettivo che sottolineasse l’unicità di un territorio intero.” Parla di racconto nuovo. Ma su quali temi? “Non ho dubbi sul fatto che Matera debba provare una strategia nuova basata su resilienza e sostenibilità. Bisogna essere in grado di fermare il consumo di suolo, di affrontare il tema della nuova politica urbanistica sulla scia delle intuizioni di grandi intellettuali, architetti, storici che hanno dato un senso e una prospettiva alla città. Matera deve affermare la propria configurazione unica di città che sintetizza una relazione virtuosa tra cultura, commercio, turismo, artigianato, agricoltura. Attorno a Matera ci sono cinquantamila ettari di territorio da conoscere, visitare, raccontare e valorizzare. La ruralità storica e ancora attualissima che è stata valorizzata al massimo (dalla sperimentazione dei Borghi di Picciano, Venusio e in particolare La Martella), è una prospettiva che non va chiusa ma riempita, piuttosto, di contenuti di modernità perché possa essere offerta alla conoscenza del visitatore, per indicare nuove chiavi di lettura dell’urbanizzazione che integra paesaggio e antropizzazione, oltre che nuovi approdi culturali che parlano al mondo. Solo così potremo fare di Matera la porta di accesso del Mezzogiorno, dove si incontrano felicemente passato e futuro, archeologia e risorse artistiche, cultura a 360 gradi. Torniamo alla politica, c’è un confine per questa coalizione di buoni propositi che Lei sta tratteggiando? Tutti insieme, a prescindere…. “No, assolutamente. Ci sono modelli di governo della cosa pubblica che sottomettono e mortificano le energie migliori. Ci sono forze politiche che hanno la testa rivolta all’indietro e che viaggiano scimmiottando il peggio espresso dal potere in questi anni. Ricominciano dal livello a cui la cattiva politica è arrivata e là si fermano, crogiolandosi nella discrezionalità del potere, nell’arroganza e nella ricerca di convenienze di parte o addirittura del singolo. La Lega, dal suo canto, dando il peggio di sé quando assume posizioni sovraniste e populiste, antistoriche, anti-meridionaliste e strumentali quando si dice portatrice di valori cattolici e poi si scaglia contro la solidarietà e la sussidiarietà tra i popoli, mortificando l’uomo e l’essere tutti cittadini del mondo, non tarderà a pagare il conto di questa pochezza. I modelli sociali che non appartengono alla nostra cultura accogliente, patrimonio dell’umanità che parla alla persona di ogni colore, razza e religione, sono quelli che mi auguro sinceramente che il cittadino materano non scelga per il futuro di questa collettività. Altrimenti avremo davvero sprecato tutta questa ricchezza e bellezza, raggiunta con immane fatica negli anni.” A CURA DI ROCCO ROSA |
BRAIA: MATERA 2029, MOVIMENTO PER UNA CITTA’ SOSTENIBILE E RESILIENTE

Luca-Braia