La decisione di Mdp di far uscire il ViceMinistro Bubbico per ufficializzare lo scontento del Movimento intorno alla manovra DEf non avrà probabilmente conseguenze sull’approvazione del bilancio, senza la quale salterebbero fuori le clausole di salvaguardia e sarebbe un disastro per tutti e un autogol per chi lo ha messo in moto. Ma serve a prendere le distanze definitivamente dal Pd e a troncare questa fase di incontro-scrontro tra Movimento MPD e il principale partito di governo, che si protrae da troppo tempo in una melina senza costrutto e che rischia di impantanare proprio chi è in cerca di una identità alla vigilia delle elezioni. Bubbico ha fatto la sua parte da bravo soldato che ubbidisce e, oggi che se ne esce dal governo, possiamo dire che Gentiloni ha perso uno con le palle, una persona capace, determinata, paziente ed operativa al massimo che  ha dato tantissimo su vicende come quella di Rigopiano e quella relativa all’accoglienza dei migranti. D’Alema dice sarcasticamente che anche se dovessero venire meno i voti del Movimento sulla manovra ( cosa che esclude) ci sarebbe pronto l’asse berlusconiano a farla approvare perché ormai è chiaro pure ai ciechi che Renzi va verso un abbraccio con l’imperatore di Arcore. Resta il fatto che da ora si apre uno scenario diverso, nel quale non c’è più una pace armata, ma una guerra guerreggiata, a Roma come a Potenza. Se vale il principio di uscire dalla casa nella quale si è ospiti sgraditi,allora il principio vale per tutti. Vale a Matera come a Potenza, come in decine di comuni nei quali la componente di sinistra ha un peso evidente e spesso decisivo. E se questo avviene è scontato che la prospettiva di un centrosinistra che si ritrova dopo le elezioni diventa essa stessa impraticabile. E’ probabilmente lo scenario peggiore, quello che porta all’elezione non come competitori ma come alternativi il Pd e i soggetti alla sua sinistra, i quali non escludono la sconfitta di Renzi come viatico per riprendere il cammino. E le regionali sono lì a poca distanza, dove il parallelismo tra politica Renziana e quella Pittelliana è ormai entrato, vero o non vero, nella testa di tutti. E se Bubbico interpreta l’anti Renzi in Basilicata, sul palcoscenico c’è spettacolo vero.