Il progetto per la riqualificazione urbana e la sicurezza dell’area degradata e periferica del quartiere di Bucaletto sembra in dirittura d’arrrivo.
Il quartiere di Potenza nato per superare la fase emergenziale del terremoto del 1980 è diventata una cittadella satellite abitato da persone in stado di disagio economico è sociale.
Nel 2015 furono consegnati 100 alloggi, in questi giorni il governo assegnerà al comune di Potenza una cifra sufficiente per la costruzione di altri nuovi 54 alloggi.
Contestualmente tutti i prefabbricati esistenti nell’area che dovrà essere cantierizzata saranno abbattuti e le famiglie che vi abitano avranno un contributo per trovare un’abitazione privata, una cifra pari a 350 per famiglie composte da tre persone, 450 euro per famiglie con componenti da quattro e più persone del nucleo familiare.
La novità riguarda la nuova tecnologia che sarà impiegata per la costruzione dei nuovi alloggi si tratta dell’impiego della tecnologia del legno lamellare.
In cosa consiste? si tratta di uno studio che ha condotto il dipartimento di ingegneria della Basilicata sui nuovi materiali utilizzabili nel campo delle costruzioni di case antisismiche; ha rivalutato con opportuni trattamenti termici l’utilità del cerro o quercia, alberi di cui sono piene le foreste della nostra regione per circa quattro milioni di metri cubi.
Il cerro abbonda perché si tratta di un legno poco utilizzato in regione in quanto si usava tempo fa solo come legno da ardere: si è però scoperto che trattandolo in forni ad una certa temperatura per togliere l’umidità in eccesso, acquisisce caratteristiche di resistenza e stabilità idonee per essere utilizzato come materiale per strutture portanti da costruzione, legno lamellare, parquet, mobili e infissi.
I vantaggi derivanti dall’utilizzo del cerro sono molteplici e definiti stratosferici, essi riguardano l’antisismicita’, tempi brevi per il montaggio, classe energetica elevata e in caso di danni subiti da terremoti diventano facilmente riparabili.
Un altro grande problema legato all’uso del cerro è che potrebbe essere da traino a una intera filiera del cerro a partire dal taglio al trattamento, dalla stagionatura alla lavorazione e alla fornitura del legno lavorato ad un mercato anche oltre i confini regionali.
Da uno studio effettuato un metro cubo di cerro dal taglio all’impiego finale sul mercato costerebbe circa 700 euro che moltiplicato per i quattro milioni di metri cubi disponibili nei boschi lucani assommerebbero a circa 2.8 Miliardi di euro cifra che farebbe aumentare non di poco il pil regionale dando un bel impulso alla precaria economia locale.
Naturalmente parliamo di uno studio di fattibilità per diventare concreto ci vogliono veri imprenditori che ci devono credere prima acquisendo il know how e poi valorizzare e proporre il nuovo prodotto ad mercato che ancora non conosce le caratteristiche e quindi il tipo di utilizzo del medesimo.materiale.
