Sul braccio di ferro tra il presidente Mattarella e Salvini si consuma uina delle domeniche più difficili per la politica nazionale. Il Capo dello Stato è preoccupato per la reazione dei mercati, perchè l’economista Savona è chiaramente orientato verso una Europa diversa che contempli anche due velocità, privando la Germania di quel vantaggio commerciale che gli deriva da una economia e da una finanza fortissime. E però il Capo dello Stato, dicendo no ad un Ministro, cammina sul filo sottilissimo dell’interpretazione costituzionale del suo ruolo, su quale non tutti sono d’accordo, a cominciare da Maurizio Bolognetti che, su queste cose, ha rispolverato il furore del suo grande Maestro, Marco Pannella. Proteggere l’Italia dalla speculazione può valere una forzatura, se di forzatura si tratta?
L’E’ TUTTO SBAGLIATO, L’E’ TUTTO DA RIFARE!
Bolognetti: Mattarella sta commettendo un grave errore. Porre un veto a Savona è sbagliato.
No, ma dai!!! Adesso tirate in ballo “la pressione partitocratica sul Quirinale”.
Per favore, senso della misura, please! Posso dirlo senza essere associato a chicchessia? Nel 1958, Don Luigi Sturzo parlava di occupazione partitocratica delle Istituzioni. Era il 1958, non il 2000 o il 2018. Don Sturzo, ahinoi, aveva ragione da vendere. Noi altri radicali, con Marco Pannella, abbiamo prodotto un libro/dossier denominato la Peste Italiana, reso di fatto clandestino. In quel libro abbiamo raccontato settant’anni di tradimento del dettato costituzionale e molte altre cose. Vogliamo parlare di partitocrazia? Vogliamo parlare dell’art. 49 della Costituzione? Vogliamo parlare della democrazia reale che siamo non da oggi, ma da molto molto tempo? Vogliamo parlare della Casaleggio e associati? Bene, parliamone. Ma abbiate la bontà: evitate di coprirvi di ridicolo. Siate intellettualmente onesti. Non fate i grillini pure voi.
Per me resta un fatto: il Quirinale sta commettendo un grave errore.
Resta un fatto: la stiamo buttando in mera caciara, questa sì partitocratica, per evitare di discutere di legge elettorale, di architetture istituzionali, di referendum traditi, dell’Europa che vogliamo e che non c’è, e di tante altre cosette.
Vogliamo parlare di Partitocrazia? Bene, allora chiediamo a Mattarella perché abbia consentito la modifica della legge elettorale a ridosso del voto senza far nulla. Che so, avrebbe potuto inviare un messaggio alle Camere per dire che stavano per violare “Il Codice di Buona Condotta in Materia Elettorale”.
Ma no, niente, nada. Su questo tutti, e sottolineo tutti, zitti.
Mattarella avrebbe potuto intervenire per dire che una campagna elettorale dovrebbe rispettare minimi standard di democrazia, lui, il garante del dettato costituzionale, del diritto e dei diritti del popolo italiano. Non lo ha fatto, come non lo ha fatto Martina o Grillo; nessuno ha fiatato di fronte alla rimozione di idee, proposte, contenuti, storie. La partitocrazia? E già!
Scusate, ma di cosa stiamo parlando?
Verrebbe da citare il Ginettaccio e dire: “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!”.
