di IDA LEONE e GIAMPIERO D’ECCLESIIS

C’é una cultura cittadina invisibile.
C’é una cultura regionale invisibile. Deve esserlo, invisibile, visto che non ha trovato alcuno spazio sugli organi di stampa, sulle testate tv e radio tradizionali, per motivi francamente incomprensibili. É la grande cultura della musica blues, quella le cui radici sono da ricercare tra i canti degli schiavi afroamericani nelle piantagioni della Cotton Belt americana. Nessuno sembra saperlo, ma in Basilicata il blues è vivo e soprattutto ha valenza artistica ed organizzativa internazionale.

Così accade che il Teatro Stabile si riempia come un uovo per il Blues Challenge Italia, e sia ancora pieno di pubblico in delirio all’una e trenta del mattino; e ciò nonostante, accade che la presenza di nomi di caratura internazionale come Fabrizio Poggi non trovi spazio tra gli echi della cronaca; e accade che sia in piena attività l’organizzazione del South Italy Blues Connection, la cui VI edizione si terrà a Casa Cava, a Matera, antica capitale della cultura contadina e oggi capitale europea della cultura, il 24 ed il 25 giugno prossimi.

Il South Italy Blues Connection è una convention nazionale di musicisti blues, professionisti e non. Una convention che richiama circa 60 fra i più importanti gruppi blues d’Italia e concentra la loro esibizione in due giorni, con concerti no-stop dalle 15:30 a mezzanotte, mettendo a confronto le esperienze musicali e di formazione di tutti i partecipanti. In tutto oltre 350 musicisti, 20 ore di musica, migliaia di spettatori. Un evento che ha come obiettivo lo scambio e la condivisione delle esperienze tra i partecipanti, favorire la formazione dei più giovani ed il loro inserimento nel mondo del blues Italiano: nei tre giorni di sviluppo delle attività saranno presenti i direttori artistici dei Festival Blues del centro/sud e alcuni tra i più importanti giornalisti del settore musicale nazionale.

Insomma, un evento culturale e sociale di livello internazionale, di alta formazione, promosso ed organizzato dall’Associazione Musicale Blue Cat Blues, di Potenza.
Potenza, sì. La nostra città. Quella dove “non si fa mai niente”.

Accade anche che il South Italy Blues Connection venga presentato nei giorni scorsi a Roma, nell’ambito di Musika Expo, il più grande Expo Festival di strumenti musicali, una manifestazione che miscela l’esposizione dei più grandi marchi di strumenti musicali ad una rassegna di musicisti di livello internazionale. E lì in mezzo, in un loro spazio espositivo e con un concerto di 50 minuti, a presentare la manfestazione c’erano bluesmen di tutto il Mezzogiorno:  Donato Corbo, Sal Genovese, Rosario Claps, Valerio Lotito dalla Basilicata; Giulio Giancristofaro, Lello Panico, Timothy Fritz dal Lazio; Egidio Marchitelli, Oscar Marino dalla Puglia. Lo spirito del South Italy Blues Connection, in pillole. Chi lo sapeva? Chi ne ha scritto?

Bluesmen lucani generosi, non solo sul piano musicale, ma anche personale, simpatici, eclettici, splendidi animali da palcoscenico, che abbiamo noi, qui, in Basilicata, qui a Potenza, artisti generosi che è arrivato il momento di sostenere.

Il blues in Basilicata è vivo, e lotta per farsi conoscere.
Cominciamo da qui.