VALERIO LOTTINO
La scorsa estate, dopo la burrascosa gestione Vertolomo&Vangone e ad un passo dall’oblio, spunta dal nulla un ignaro benefattore che decide di prendere in mano le redini del Potenza Calcio e di allestire una squadra supercompetitiva. Tra le persone storicamente vicine alle sorti del Potenza, cominciano ad arrivare voci sulla serietà di questo personaggio, sui suoi successi imprenditoriali in terra senese e delle sue amicizie importanti nel calcio che conta. La diffidenza, che da sempre accompagna i potentini quando il nuovo subentra al vecchio, è terminata esattamente alla prima giornata di campionato quando il Potenza, con un roboante 0-3, riesce ad espugnare il campo ostico di Cava de’ Tirreni. Da lì, fino ad oggi, è storia risaputa. Il nome di questo personaggio che tanto bene sta facendo al calcio potentino, è ovviamente ormai noto a tutti ed è Salvatore Caiata. Bene, l’immagine che il tifoso rossoblù dovrebbe avere del proprio presidente, deve essere questa e deve fermarsi qui. Deve essere questa per continuare a credere nel sogno che stiamo vivendo; deve essere questa per non creare tensioni all’interno del solido ambiente potentino; deve essere questa per non distogliere l’attenzione dall’innominabile obiettivo che oramai è lì, a portata di mano.
foto Tonino Mancino di Pietro Mancino
C’è poi un altro Salvatore Caiata. Un Salvatore Caiata che, dopo giorni di chiacchiericcio, ha deciso di accettare la sfida propostagli dal M5S e scendere in campo per una poltrona alla Camera dei Deputati candidandosi nel Collegio Uninominale Potenza-Lauria. Partendo dal presupposto che la nostra splendida Costituzione garantisce la libertà di pensiero e il libero arbitrio, questa mossa ha fatto però storcere il naso a più di qualche potentino. E se da un lato bisogna assolutamente rispettare la scelta dell’imprenditore di origine picernese, dall’altro bisogna tuttavia rispettare chi vede questa scelta con diffidenza. Dall’esterno e considerando il Caiata Politico e non più Presidente, è infatti lecito domandarsi il perché di questa scelta in questo particolare momento. Può c’entrare il suo decantato amore per la propria terra? Assolutamente e nessuno può permettersi di metterlo in dubbio; ma, di contro, perché non aspettare le elezioni regionali o comunali dove il contributo per il miglioramento delle condizioni della propria terra è quantomeno più diretto? Può un tifoso insinuare che il Caiata Presidente abbia utilizzato il Potenza Calcio per fini legati al Caiata Politico? Certamente, ma fin quando il Potenza continuerà ad avere questi risultati le suddette rimangono questioni extracalcistiche.
Luigi Di Maio e Salvatore Caiata
Il problema principale è che spesso la commistione tra sport e politica non è vista di buon occhio, ancor di più se di mezzo vi è lo sport più popolare in Italia. Potenza è una città affamata di calcio e la dimostrazione è data dalle migliaia di spettatori che settimanalmente riempiono gli spalti dell’Alfredo Viviani. Spettatori che, in un momento in cui il gradimento per la politica è ai minimi storici, farebbero volentieri a meno di sentirsi in qualche modo utilizzati per meri fini elettorali. Ma, come detto precedentemente, da tifoso potentino mi fermo all’immagine del grintoso Presidente Caiata che ad ogni gol esulta come un forsennato e che, dopo anni bui, ha fatto rinascere in ognuno di noi quella favilla dell’entusiasmo ormai perduto.
Per tutto il resto, come diceva qualcuno, “ai posteri l’ardua sentenza”.
