teri volini

Proposta di creazione di opere  inedite
per contribuire con l’Arte alla rinnovata conoscenza e valorizzazione del territorio

Dopo il lungo periodo di ristrettezze sociali degli ultimi anni covidiani, la nostra città sembra rifiorire grazie alla creazione di un numero notevole di eventi d’ogni genere, da quelli sportivi a quelli musicali, artistici e culturali.
Tra essi ne spicca uno molto particolare, che coniuga due aspetti che di solito si presentano separatamente, con  una loro netta specificità, ma in questo caso si manifestano “coniugati” tra loro: l’aspetto artistico e quello letterario s’intrecciano e si nutrono a vicenda, in un intento comune di conoscenza, crescita e creazione di bellezza personale e sociale.
La CALL FOR ARTISTS è  una proposta della prof.ssa Volini, che rivolgendosi agli artisti e alle artiste della regione, e non solo, dichiara di coinvolgerli/e attivamente in una kermesse che vede partecipare a pari titolo chi fa pittura, scultura, grafica, fotografia, poesia, scrittura, installazione, performance, video, graffito, collage, ceramica, cartapesta, fumetto, incisione, xilografia, mosaico, puzzle, intaglio, carboncino, china, frottage, lavori su pietra, tecniche miste ed anche  tessitura e ricamo, che spesso, specie in Basilicata, sono protagonisti di  autentici capolavori.  

 

 

Arte coinvolgente e scultura sociale sono alla base del progetto, che va oltre il  moto creatore singolo: realizzando questo progetto, si viene a creare  una panoramica artistico-sociale-culturale qualitativamente assai valida e originale, pur nel rispetto dello stile e delle peculiarità di ciascuno/a.

La presentazione del progetto si terrà il 12 giugno, h. 17, presso il Polo Bibliotecario di Potenza, e sarà accompagnato dalla proiezione del docu-film “Uno speciale archeo trekking in Basilicata”

Peculiarità
Lo speciale coinvolgimento presenta una peculiarità: le opere artistiche devono ispirarsi ad un’opera in scrittura, e  in questo caso la fonte d’ispirazione è un saggio, che  Teri Volini, ideatrice/attivatrice del progetto – lei stessa artista, ma in questa occasione nella sua veste di operatrice culturale e ricercatrice –  ha scritto e pubblicato di recente, dopo oltre 23 anni di gestazione, dedicandolo alla rinnovata conoscenza e valorizzazione di un luogo molto speciale del nostro territorio. Si tratta di  Glifi, una ricerca mitoarcheologica in Basilicata.
Di solito questo connubio tra arte e opere letterarie avviene chiamando a raccolta gli artisti con i vari “Omaggi” a poeti e scrittori, però non più viventi, facendo riferimento esclusivamente alle loro opere, talvolta anche pretestuosamente: in questo caso, la novità è che l’attenzione ispirativa viene rivolta a un’Autrice tuttora operante in Basilicata, con cui
– oltre a leggerne l’opera, iscritta in una quarantina di libri in forma digitale o stampata – è possibile, volendo,  anche dialogare di persona.
La gara creativa ha un premio: quanti risponderanno a questa Call for artists, vedranno le loro opere inedite partecipare a un’esposizione itinerante, in sedi diverse, a partire dall’autunno prossimo.

La Ricerca
La ricerca mitoarcheologica è stata condotta, dalla seconda metà  degli anni ’90,  dalla prof.ssa Volini sul Monte Croccia, nel sito archeologico omonimo, Piccole Dolomiti Lucane, alla scoperta del significato degli ancestrali simboli incisi sulle pietre dell’Acropolis, dei quali – nei 200 anni dai ritrovamenti archeologici di Michele Lacava – non era stato fatto alcun tentativo per comprenderne il ricco significato, nonostante questi simboli siano vere e proprie “lettere” inviateci dai nostri antenati e dalle nostre antenate, e una volta “tradotti”, ci consentano di compiere viaggi ai confini del tempo e dello spazio.
Il saggio va ben oltre l’aspetto “tecnico”, aprendo veri e propri portali di conoscenza  nel recupero del nostro passato ancestrale e nell’espansione  verso  altre culture, in una modalità del tutto inedita e non  stereotipata.   
Superando ogni convenzione accademica in nome del valore aggiunto della mitoarcheologia, l’autrice ci proietta “Oltre le mura”, in un viaggio ultra-spaziale e ultra-temporale, correlando miti, riti, folklore e suoni della Basilicata con quelli del più vasto mondo. Ci ritroviamo così in volo su Egitto, Anatolia, Irlanda, Mesopotamia, Antica Grecia, Antica Roma, Creta, Persia, Scandinavia, Cornovaglia, Scozia, Galles, Bretagna, in compagnia di re e regine, contadini, sante e “streghe”, divinità con aspetto animale trasformate in diavoli, dee ancestrali nella loro luminosa nudità, amanti di 8000 anni fa stretti in un abbraccio sacrale, santuari del parto, stelle e corna lunari, riti arborei e tabù, rune, firme e punti a croce, danze vivaci del Femminile, pregiudizi e misteri della creazione, sale di tessitura sacra, nativi americani, aborigeni australiani e Guardiani della Terra”.

Oltre a quello artistico e culturale, l’intento non secondario del progetto è di richiamare l’attenzione sul territorio lucano,  poco noto agli stessi abitanti della regione, e altrettanto spesso abbandonato a se stesso, mentre la conoscenza delle sue peculiarità darebbe ai luoghi il giusto valore.
La creazione di opere originali   contribuirà, insieme alla inedita ricerca,   alla rinnovata conoscenza e valorizzazione del territorio.
Le opere artistiche, realizzate in sinergia con il libro – che in sé pone molti interrogativi e propone inedite interpretazioni –  potrebbero  risvegliare anche l’attenzione sopita delle Istituzioni, e provvedere a tale rivalutazione.

 

Centro d’arte e Cultura Delta di Potenza 

 

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