pinuccio rinaldi
DI PINUCCIO RINALDI
Siamo attraversati da eventi che sconvolgono le nostre esistenze di pace e benessere a cui la politica ci aveva portato ed abituati. Siamo spettatori di regole, principi, interessi, valori che ritenevamo ormai acquisiti e stabili, ma che ora invece sono tutti messi in discussione. La loro incertezza ci proietta in una condizione di grande paura per tutto. In questo contesto di grandi mutamenti, qui a Bernalda siamo costretti a constatare che il modo di intendere e attuare la politica è immutato, benché tutto spinga perché essa cambi. Il 25 e 26 maggio è stata fissata la data per le elezioni comunali e come abbiamo già scritto su questo giornale, tutti i partiti dell’agone politico si trovano immersi in una nebbia che non consente di sapere con certezza quali saranno i gruppi in competizione e chi andrà con chi, e se qualcuno andrà da solo. Le vecchie liturgie degli incontri “carbonari” continuano a consumarsi e anche risvegliando i modi antichi delle trasferte fuori comune, ma al di là dei metodi ciò che resta gravemente immutato è l’errata abitudine di confrontarsi prima sul nome del sindaco e poi sulle ragioni in base alle quali è possibile immaginare un cammino comune, con una scrittura congiunta di un possibile programma delle cose da attuare. Sono proprio le ragioni dello stare insieme che costituiscono la cementificazione del gruppo, ignorarle significa accettare una condizione di instabilità futura con tutte le sue conseguenze. Da quanto è possibile apprendere dobbiamo constatare che sia a sinistra che a destra queste ragioni non trovano, colpevolmente, uno spazio di confronto. I partiti sono ostinatamente fermi a candidare ognuno il proprio personaggio per la figura del sindaco, trascurando di chiedersi se il proprio partito è correttamente a conoscenza delle condizioni finanziarie e gestionali e delle problematiche di vario genere e anche delle opportunità che sono in capo al comune che si propone di governare. È principalmente su questi temi e sulle loro soluzioni che poggiano le ragioni dello stare insieme, e solo secondariamente sulla figura di sindaco. Insomma la politica e il suo cammino, qui a Bernalda non cambia anche se cambia il mondo.
