A sorpesa la Giunta regionale manda in quarta commissione un testo di legge che modifica la precedente legge sul Garante dei diritti della persona, provvedimento a suo tempo  approvato dal Governo e che aveva lo scopo di includere nella sfera di attività dell’ex Difensore Civico anche la difesa di una serie di diritti, quali quelli delle persone incarcerate, quelle dei familiari delle vittime della strada ,il diritto alal salute ecc. Due le questioni rilevanti hanno determinato questa modifica: la prima sembra del tutto orientata a togliere di mezzo l’elezione del garante in Consiglio regionale, proponendo semplicemente la nomina da parte del Presidente del Consiglio regionale, la seconda, più di merito, che circoscrive l’ambito di intervento del Garante agli enti locali o alle Istituzioni che sottoscrivano preliminarmente una convenzione per la tutela.  Nel merito, questa seconda scelta, determina un netto arretramento della funzione di garanzia del nuovo Istituto, eliminando l’intervento erga omnes  e ancorandolo ad una precisa richiesta degli enti locali. Il che comporta ad esempio che un Comune debba volontariamente sottoscrivere di accettare che un organismo di vigilanza, nominato dal presidente del Consiglio, possa intervenire nella difesa delle persone  i cui diritti sono stati conclulcati dall’ente locale medesimo o che , per le persone  private della libertà personale, un istituto di pena debba accettare volontariamente che una figura di garanzia subentri ad un sistema che già prevede organismi di tutela dei diritti del detenuto. Che quella legge , che ampliava a dismisura i compiti del Garante, fosse eccessivamente ambiziosa lo abbiamo scritto all’epoca della discussione dell’iter legislativo ed oggi abbiamo conferma della bontà di quella tesi. Ma che si colga l’occasione  per inserire in una modifica la scadenza dell’attuale difensore civico e la nomina del nuovo senza passare per l’elezione diretta da parte del Consiglio regionale, è semplicemente una furbata per arrivare presto alla nomina di uno di fiducia, in vista delle prossime elezioni regionali. Per un Governo Bardi che aveva fatto ferro e fuoco contro quelle persone incaricate di una dirigenza esterna o di un ruolo di garanzia affinchè si dimettessero spontaneamente in quanto nominate dalla precedente amministrazione, oggi portare avanti queste furbizie per nominare a sei mesi dal termine della legislatura una figura di garanzia, è un contraddizione notevole, un modo per limitare la prossima legislatura nel suo diritto di determinare gli incarichi. Della serie, quando entrano si lamentano perchè considerano abusivi gli incarichi dati nella precedente legislatura, prima che se ne vanno conferiscono incarichi di durata triennale, nonostante manchino pochi mesi alla fine del mandato legislativo . Uno spoil system alquanto bizzarro che  cambia a seconda delle situazioni e a seconda della convenienza.E questo perchè nessuno si preoccupa di fare le regole che valgono per tutti e per sempre. Rocco Rosa