rocco sabatella

 

Chiusa, quasi definitivamente, la pratica campionato, il Potenza si rituffa in coppa Italia per la gara di andata delle semifinali. Questa sera, con inizio alle ore 20, 30, al Viviani affronta il San Donato Tavarnelle con il deciso proposito di mettere al sicuro la qualificazione alla finale prevista per sabato 19 maggio. Operazione indubbiamente possibile e probabile per la squadra di Ragno che vive un momento di grande esaltazione mentale per quello che è successo domenica scorsa, oltre che ad avere una indubbia forza tecnica e fisica con le quali può mettere sotto qualsiasi avversario. Compresi i toscani che comunque, nonostante le difficoltà incontrate per tirarsi fuori da situazioni pericolose di classifica, dispongono di un organico di buona qualità complessiva con alcune individualità importanti. E che dall’arrivo a gennaio del nuovo allenatore, l’eserto Melotti, hanno anche innalzato e di parecchio il loro rendimento. Come dimostra lo stop imposto domenica scorsa alla capolista Ponsacco con una partita di grande spessore agonistico non disgiunta da ottime trame di gioco. Questa è una settimana molto importante per il Potenza che dopo aver affrontato il San Donato, sono attesi domenica dal derby al Viviani contro il Picerno. E per questa ragione Ragno ha la necessità di dosare le energie fisiche e mentali. L’ampia rosa a disposizione gli permette di fare questa sera un sostanzioso turn over immettendo in campo quegli elementi che hanno avuto ridotto minutaggio in campionato e che comunque hanno trovato i loro momenti di gloria proprio nei sei turni precedenti di Coppa Italia nei quali il Potenza ha eliminato nell’ordine Fulgor Molfetta a tavolino, il Gravina ai rigori, poi l’Altamura, successivamente il Nardò sempre ai rigori, i siciliani dell’Igea Virtus e infine nei quarti superando il Cerignola. E questi risultati confermano l’estrema affidabilità che assicurano a Ragno i vari Mazzoleni, brillante portiere di coppa, Ungaro, Di Senso, Sicignano, Vaccaro, Manno, giusto per citare quei giocatori che in campionato stanno trovando poco spazio. Ma la cosa importante è che Ragno è nelle condizione, pur in presenza del turn over, di presentare in campo sempre formazioni ultra competitive in grado di ripetere in coppa Italia anche risultati e rendimento che si registrano in campionato. E la stessa cosa succederà questa sera per un appuntamento che è diventato storico perché mai in precedenza il Potenza era arrivato nelle semifinali della manifestazione tricolore con ottime chances di centrare l’approdo alla finalissima del 19 maggio che si giocherà a Firenze. Considerando che si tratta di un impegno che si snoda sui 180 minuti, sarà importante per il Potenza assicurarsi un buon vantaggio in fatto di reti per avre la possibilità di giocare il ritorno in condizioni di assoluta tranquillità.  Ritorno che al momento è stato stabilito in Toscana per mercoledi 25 aprile. Anche se, su richiesta di Ragno, si farà un tentativo con i dirigenti del San Donato Tavarnelle per fare slittare la gara di ritorno a mercoledi 2 maggio.  E questo per un motivo semplicissimo. Domenica 22 aprile il Potenza giocherà sul campo del Nardò che rimane la trasferta più lunga del campionato. Ragno avrebbe solo il lunedi per svolgere un allenamento e poi martedi mattina di nuovo in pullman per raggiungere la Toscana. In pratica il Potenza scenderebbe in campo mercoledi  avendo svolto solo una seduta defaticante. La situazione sarebbe diversa se si giocasse il 2 maggio. Perché il Potenza affronta il Taranto al Viviani  il 29 aprile e quindi avrebbe il gruppo stanco solo per aver giocato e non per il viaggio. Quello che è certo, indipendentemente da situazioni di carattere logistico, è che la squadra di Ragno è prontissima per fare la sua parte in tutte e due le partite di semifinale. Perché è scontato che al ritorno in Toscana avrà ancora una volta il sostegno di tantissimi tifosi perché, oltre a quelli che si muoveranno da Potenza,  è annunciata sicura la presenza a San Donato di tutti coloro che per motivi di studio o di lavoro vivono tra Lazio, Umbria, Emilia e Romagna, Lombardia, Toscana e Piemonte. E sono davvero molti.