ANNA MARIA SCARNATO
ANNA MARIA SCARNATO
Un anno fa, precisamente il 28 Marzo 2023, nelle parole,tramite social, di Marcello Pittella, ho trovato conferma alla stima giusta riposta nell’ex Presidente della Regione Basilicata nell’anno 2013. Anno in cui, io cittadina lucana ho scelto di votarlo, contribuendo alla sua elezione a guida del nostro territorio. Anno in cui tra l’altro ero impegnata a servire la mia comunità di Bernalda e Metaponto nella Giunta comunale comeAssessore alla P.I, alla Cultura e alle Pari opportunità.
A fronte della dichiarazione di Pittella sottoriportata e risalente ad un anno fa, mi ha colto un moto di orgoglio per averlo votato, trovando forte condivisione dei pensieri espressi sullo stato della sanita’ regionale ed anche un fremito a mala pena contenuto e che dovevo gestire affinchè non provassi odio per chi stava rovinando la nostra terra con la cattiva amministrazione e indolenza: il governo di centro destra con Bardi a cui lui si rivolgeva. E pensavoleggendo……” ti ho scelto in continuità e coerenza con quanto già fatto precedentemente nella tornata elettorale regionale del 2005 che portò alla vittoria sempre del centro-sinistra capeggiata da Vito De Filippo, candidato Presidente. Ho seguito le tue vicende giudiziarie nel 2018 inerenti all’inchiesta sulla Sanitopoli lucana. Ho sempre nutrito fiducia nella estraneità di un tuo coinvolgimento ed anche nel momento più triste, che haidovuto attraversare, dentro di me il sentimento di coerenza verso un voto convinto che ha dovuto lottare contro il discredito che aleggiava a danno di una tua reputazione, prima ancora che si concludessero le indagini e dare esito positivo a ristabilire la verità;dentro di me è viva e libera di pentimento la fiducia in te. Sono con te nella verità e fede nei principi di rispetto per il territorio, nella condanna al tradimento delle promesse di Bardi all’elettorato, sono compagna delle tue parole che continuo a leggere più volte e che esaltano l’amore per la mia Basilicata”.
Pittella Marcello così diceva il 28 Marzo 2018: “In barba a norme e regolamenti, ed in barba ad etica e responsabilità politica e amministrativa il Presidente Bardi ha polverizzato la sanità lucana, mettendo in ginocchio i livelli essenziali di assistenza, l’erogazione dei servizi, oltre ai conti economici che mai avevano registrato un disastro di queste proporzioni.
Con presunzione ed altrettanta sciatteria Bardi è venuto meno al suo compito precipuo di indirizzo e controllo sull’andamento della sanità e si è reso sordo a qualsiasi sollecitazione pur a lui rivolta in questi anni.
Ora siamo di fronte ad un default delle aziende sanitarie (in particolare ASM e San Carlo) difficilmente sanabile se non intervenendo, come previsto dalla norma, con risorse proprie o al contrario affidandosi ad alchimie pericolose, sulle quali non esiteremo ad interessare la magistratura contabile ed i competenti uffici del Mef”.
Ad Agosto 2023 M. Pittella, dal gruppo consiliare regionale PD, passa ad Azione (Calenda), pur avendo detto in un’intervista (Panorama) di aver resistito negli anni ad intemperie di varia natura perché avevano costruito come famiglia un rapporto solido con la gente, con gli elettori, dimostrando di “saper fare politica. “Di essere presenza rassicurante e ingombrante al tempo stesso, una costante nello scenario continuamente cangiante della politica”.
Anche ora M. Pittella mi dà pensieri. Dove la costante se Lei oggi è un rappresentante “cangiante” della politica? Forse Bardi è tornato a “sentire” dopo che lei lo ha definito sordo nello scritto sopra esposto? E la “sciatteria” di costui, secondo le sue parole, ora è eleganza e cura dei cittadini? O forse, adesso pensa che se va a governare con Bardi potrebbe aiutarlo a tornare sulla retta via nell’osservazione “di norme e regolamenti” non rispettati? Lei con Bardi per ricostruire un’etica e responsabilità politica e amministrativa, una sanità dalle ceneri? Questo lamentava Pittella, questo Pittella nel Marzo 2023. Buon anniversario al suo pensiero cangiante.
Siamo cresciuti avanzando nel percorso di vita di un anno, candidato del centrodestra, in frettolosa e istintiva fuga dal centrosinistra. Come cittadina non posso che dolermi della decrescita nella coerenza dei suoi principi alla luce dei fatti. Non posso fare a meno di pentirmi di aver creduto in Lei, dandogli il mio voto. Sono al contempo felice di non essere mai venuta a chiederle un favore, sia perché sono convinta che la raccomandazione non sia cosa giusta e non punibile, contrariamente a quanto da lei dichiarato, se ricordo bene, durante il processo, sia perché ora non sono obbligata a votarla come altri faranno anche senza stimarla o credere che lei si possa fermare senza cambiare ancora idee e posizione. Sono orgogliosa di non aver mai bussato al portone grande della sua abitazione. Non mi ci sarei vista lì a supplicarla, ad agire contro la mia dignità, a chiedere ciò che di dovere spetta ad un governante. Io, cittadina lucana, che vive in una modesta casa dalla porta normale di comuni appartamenti, sono felice di essere libera. Io apro agli amici, alla mia gente senza chiedere nulla in cambio. Così ho fatto quando ho chiesto il voto per una candidatura al Senato con i Popolari Uniti, alla Regione con i Popolari Uniti, alla Provincia con i Popolari Uniti, al Comune con i Popolari Uniti. Io non cambio. I Popolari Uniti hanno deciso di cambiare. Io sono una donna non “cangiante” e le mie idee non sono in vendita.
