Con la popolazione anziana che aumenta in maniera consistente, il welfare si dimostra assulutamente incapace di intervenire per migliorarne la condizione. di vita. E’ praticamente lasciata al privato il compito dell’organizzazione di case per anziani non allettati, col risultato che dove c’è la possibilità di pagare le rette in proporzione al costo individuale del servizio, la situazione si mantiene a livelli accettabili, dove invece la retta non basta si ricorre alla integrazione da parte della famiglia. E quando questa manca, ci sono case per anziani che trasformano il servizio in disservizio e l’ospitalità in una prigione, Torniano a mettere sotto il naso della politica la diffusa situazione di precarietà di alcune case per anziani che  ospitano utenti marginali, che non possono pagare al di là  della pensione minima. Queste case per anziani, renderanno pure un servizio, ma,per forza di cose, non riescono ad arrivare ad un livello minimo di funzionalità, risparmiando sul personale, sulla qualità del cibo e sui supporti . Strutture che, in alcuni casi,  vengono gestite come carceri dove persino la visita di un familiare è vietata oppure, nel migliore dei casi, ridotta a mezz’ora la settimana.  Abbiamo ripetutamente scritto che un intervento organico della Regione è necessario , con la popolazione che invecchia rapidamente e con l’emigrazione dei giovani che toglie il sostegno  fisico e finanziario agli anziani che rimangono. C’è da qualche parte dello schieramento politico qualche anima buona che voglia porre la questione in modo serio in sede istituzionale?, magari operando per arrivare ad un piano organico di interventi poliennali con una legge che negli anni si proponga di coprire la differenza tra il reddito Isee del paziente ( compreso quello della famiglia) e il livello medio delle rette calcolato su scala regionale?. Coprire questa differenza significa avere il diritto di intervenire , sia nella proposta, sia nella vigilanza, per migliorare la qualità della vita degli ospiti. La Regione che aiuta gli anziani non in condizione di essere aiutati dalle famiglie, è anche il soggetto che può legittimamente mettere il naso, con una attività ispettiva, sul modo come funzionano le case per anziani, sulle regole che vanno rispettate, sulla qualità dell’ospitalità che va riservata all’utenza. Siamo indietro di anni rispetto ad altre regioni. Qualcuno si svegli per piacere.  rocco rosa