I candidati alle primarie, ci credono. La campagna elettorale delle primarie indette per domenica 6 aprile, la stanno facendo pancia a terra, ognuno con gli strumenti e i mezzi di cui dispone. C’è chi ha ingaggiato un’Agenzia di Comunicazione che in tempo record ha costruito una campagna propagandistica degna di una elezione di livello superiore, chi invece spera nel voto di opinione per spuntarla sugli altri, magari semplicemente utilizzando i mezzi gratuiti che gli strumenti social mettono a disposizione per raggiungere il maggior numero possibile di amici. Uno sforzo economico e di energie non indifferente, comunque. Lungi l’idea da parte nostra di colpevolizzare chi investe soldi per questa operazione, rileviamo sommessamente, però, che anche in questi atteggiamenti vi è una questione etica che dovrebbe riguardare il valore della spesa sostenuta per una elezione primaria dove in lizza non c’è l’ascesa al sesto piano del palazzo di via Ugo La Malfa, ma solo la probabile investitura per la guida di una costituente coalizione da definire. Ciononostante, le primarie restano uno strumento di democrazia e partecipazione che non dovrebbe essere disatteso dalla partecipazione, specie per gli elettori e i partiti di centrosinistra. Continuare a definirle sbagliate nel metodo e (ancor peggio) nel merito, da parte di questi ultimi, non rende giustizia alla loro stessa vocazione democratica e inclusiva; tanto più che, queste primarie, interessano la propria parte dell’arco costituzionale e non quella di centrodestra. Centrodestra per niente preoccupato di scegliere un candidato già pienamente ed incondizionatamente delegata al livello romano. Così prostrati verso Roma che Forza Italia ha sospeso dal partito sia Casino padre che Casino figlio, con il che contribuendo a togliere ogni ambiguità sulle primarie e considerandole unicamente come metodo di scelta del Centrosinistra. E in effetti la partecipazione alle primarie di una candidata di + Europa, di un candidato del PD, di 2 candidati della società civile e di una di Azione sembra spostare l’asse del confronto- competizione verso l’area di centro-centrosinistra , anche se Azione non forza i toni su questa sua collocazione. Si sta comunque di fatto scegliendo un nome auspicabilmente riconoscibile nell’alveo del centrosinistra; un candidato o una candidata con cui costruire una coalizione molto più larga ed inclusiva possibile. Il pericolo potrebbe essere rappresentato dai tentativi di inquinamento da parte degli elettori delle forze politiche opposte, o di chi intenderà togliersi i sassolini dalle scarpe, interessati a farle vincere all’avversario più comodo da battere. Eventualmente. Fosse solo per questa remota (ma probabile) ipotesi, il centrosinistra in maniera compatta dovrebbe compiere lo sforzo di sostenerle, le primarie. A prescindere dal tavolo parallelo che si sta muovendo con altri intenti. Il centrosinistra deve partecipare alle primarie, sostenendo il candidato o la candidata che maggiormente interpreta il valore e la storia di quell’area politica di centrosinistra. Deve farlo perché le primarie sono uno strumento di democrazia da cui il centrodestra rifugge. Basterebbe questo per sentirsi parte di uno schieramento ideologicamente opposto. Dall’esito di quel voto può rinascere il dialogo tra tutte le forze politiche di centrosinistra, partendo da un candidato o una candidata espressione forte di una maggioranza che si identifica in certi valori. Solo così il centrosinistra allargato può battere fin dal primo turno il centrodestra, chiuso ed avvinghiato nei propri spazi imperscrutabili. E’ importante partecipare al voto di domenica 6 aprile, scegliendo con determinazione e coerenza chi potrebbe davvero incarnare il miglior candidato di centrosinistra per Matera. Un candidato forte anche del consenso popolare che avrà l’obbligo, fin dal giorno dopo le elezioni primarie, di avviare consultazioni con i partiti del centrosinistra, per riaprire il confronto per costruire insieme una coalizione vincente. Il 7 aprile sia considerato il Day After delle incomprensioni, che solo la maturità di una classe dirigente capace potrà mettersi immediatamente alle spalle, anteponendo desiderata e distinguo agli interessi della città e confrontandosi con lealtà e concretezza al candidato risultato vincente.
CASINO MESSO FUORI DA FORZA ITALIA. PER LA DESTRA IL SINDACO DI MATERA LO SCEGLIE ROMA
