Fa bene l’on. Latronico a chiedere che sulla strada della cavonica si faccia piena luce. A tre anni dalla sua entrata in funzione già cade a pezzi, come a pezzi sono cadute altre strade, vedi quella che porta(va) da Tiera di Avigliano a Lavangone, oppure la Nerico-Muro lucano, oppure la Saurina, diventata anni fa, subito dopo la sua realizzazione, il sogno dei piloti da motocross. Il dissesto idrogeologico è la scusa dietro cui si nasconde un ben altro tipo di dissesto, che è morale ed etico e che una certa legislazione sugli appalti ha sinora favorito. Si parte con un ribasso pazzesco, che nessuna persona sana di mente potrebbe pensare di fare, si tolgono di mezzo tutte le ditte che , con un po’ di serietà , vogliono fare il loro mestiere, e poi si imbocca il bivio o della corrutela con chi sta dall’altro lato della scrivania , oppure degli imprevisti intervenuti, che si sapevano prima ma volutamente sono stati ignorati. Adesso la legislazione degli appalti impedisce il massimo ribasso, ma è ancora lontana dall’assicurare un corretto rapporto tra amministrazione pubblica e imprese . Le scappatoie ci sono , i sistemi per aggirare pure. I subappalti sono un’altra storiaccia: chi vince l’opera pinricipale si prende il suo guadagno bello pieno e lascia le briciole agli altri che si debbono arrangiare come possono. E’ evidente però che il tema delle frane non va sottovalutato, perché il territorio lucano è estremamente fragile e friabile e molte strade oggettivamente subiscono periodicamente gli effetti del dilavamento dei boschi e della infiltrazione d’acqua nella sede stradale fino al cedimento di parte del terreno. Queste cose ci sono sempre state, ma sono strappi che si sono sempre ricuciti attraverso una corretta pratica di manutenzione ordinaria e straordinaria. Oggi queste due voci sono sparite: se vuoi i soldi per fare nuove strade li trovi, se vuoi i soldi per mantenere quelle che tieni è difficile ottenerli. E allora meno opere nuove e maggiore attenzione a quelle vecchie che funzionano da cent’anni. Le imprese che pensavano di fare il colpo della vita dovranno rassegnarsi, ma gioiranno tutte quelle ( e sono tante) che campano alla giornata con piccoli lavori . Ecco, invertiamo l’ordine delle priorità: prima mettiamo in sicurezza le strade che abbiamo ( vedi la matera ferrandina, la Melfi Potenza) e poi tutta la rete provinciale che regge alla grande nonostante qualcuna di esse sia centenaria.
LA “STORIACCIA” DELLA CAVONICA
