PIETRO SIMONETTI
Due importanti ricerche uscite in questi giorni a cura del Censis e del Sole 24 ore indicano,con dati e racconti,il declino culturale in atto in Basilicata in settori decisivi. L‘Ateneo lucano è’ classificato al penultimo posto della graduatoria delle piccole Università, quelle con meno di diecimila iscritti. Per le attività culturali e sportive la provincia di Potenza occupa il 92° posto su 107 mentre quella di Matera si piazza al 98° posto. Si tratta di una certificazione statistica e fattuale, con l’utilizzo di nuovi dati e modalità di rilevamento che segnalano l’andamento di tendenze concrete di difficoltà e punti di crisi dentro la valutazione della qualità della vita in Basilicata. La situazione del declino dell’Ateneo lucano non desta sorpresa per la modesta offerta formativa e dei servizi. Nella proposta, validata dal MIUR per circa 1500 corsi per la formazione dei futuri insegnanti, l’ Unibas non figura.Tutto questo mentre è in atto nel nostro Paese la ripresa delle immatricolazioni. Non stupisce neanche l’indice di fruizione dei musei e delle attività culturali: l’ultimo dato del Ministero della cultura segnala la caduta verticale dei visitatori di musei e giacimenti culturali che passano dai 345.390 del 2019 ai 141.00 del 2021.. In realtà si tratta di una situazione abbastanza prevedibile a fronte della inerzia e dei comportamenti dei gruppi dirigenti e di quanti governano le strutture ed i comparti citati , in relazione anche alla chiusura di importanti siti, come il Castello di Lagopesole., Molte spese poca resa: basta vedere la spesa dell’Ateneo lucano che, con i suoi ottocento dipendenti, tra professori ed impiegati, supera gli 80 milioni di euro, per una utenza di 6000 studenti . Nè va meglio il turismo , settore nel quale gli investimenti in promozione non sortiscono effetto alcuno .
