E’ stata giudicata incostituzionale la norma che imponeva alle centrali a biomasse, all’interno delle aree protette, di ridurre la potenza sotto i 10Mw termici, più nota come “legge Laghi”. A stabilirlo è la Corte Costituzionale che ieri ha reso nota la sentenza che, di fatto, cancella l’articolo 14 della legge regionale n.36/2024 della Calabria, ma certamente non senza se e senza ma. L’articolo in questione estendeva alle altre aree protette calabresi, quanto previsto nel Piano del Parco Nazionale del Pollino, in cui è previsto il contingentamento della potenza delle centrali a biomasse nell’area del Parco più grande d’Italia. Piano del Parco che, dopo la sua recente approvazione anche da parte della Regione Basilicata, entra finalmente in vigore, dopo oltre 30 anni di attesa. La “legge Laghi” solo indirettamente tirava in ballo la mega centrale del Mercure, situata nel cuore del Parco del Pollino e oggetto da ben oltre venti anni di proteste e mobilitazioni popolari da parte degli abitanti della Valle.
“In ogni caso, gli spunti, importantissimi, della sentenza, che, a mio modo di vedere è una classica “vittoria di Pirro”, sono tanti e confortanti. -In primo luogo, viene sottolineata l’importanza prioritaria della tutela delle aree protette e dell’ambiente in generale anche sulla base del più volte richiamato all’articolo 9 della Costituzione, nella sua più recente formulazione che gli attribuisce il rango legislativo più elevato, cioè quello costituzionale. -Anche la potestà legislativa riconosciuta alle Regioni di individuare aree idonee e non idonee per impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, con la specificazione che le biomasse, per le loro caratteristiche climalteranti derivanti dalla combustione, devono indurre a particolare cautela, anche nell’ambito delle stesse Fonti di Energia Rinnovabile (FER). Lo stesso strumento utilizzato nella “norma Laghi” – continua il Consigliere-, cioè una legge piuttosto che un atto amministrativo, è stato giudicato dalla Corte utilizzabile, seppur a determinate condizioni. In definitiva penso si possa dire che la Corte Costituzionale abbia “apprezzato” lo spirito della legge, pur non condividendone le modalità di realizzazione. Ne prendiamo atto e ne faremo tesoro – conclude il Consigliere Laghi-, certo è che l’impegno per la tutela della salute, dell’ambiente e dello sviluppo vero e duraturo della Calabria, secondo le vocazioni della nostra terra, continuerà con rinnovato slancio.
*Consigliere regionale della Calabria
