All’indomani del voto in Sardegna da ogni parte del Centrosinistra si canticchia il refrain “uniti si vince, la destra si può battere” Solo che il testo della canzone è ancora criptico e ognuno lo interpreta a modo suo. Basilicata Casa Comune naturalmente sostiene che si vince intorno al candidato civico, supportato dal Pd, i cinquestelle ribattono che bisogna unirsi intorno ad un nome che non evochi pupazzi e pupari, Italia Viva dice che solo se vede il Centrosinistra unito intorno ad un nome di svolta ( Chiorazzo?) è della partita altrimenti và dove si vince. Insomma non è cambiato niente e non cambierà niente sotto questo cielo lucano. Sabato si riunisce la direzione regionale del Pd con una sola possibilità di uscire dal pantano: che prima di allora la Schlein si faccia sentire e detti la linea: o tutti su Chiorazzo, oppure tutti su un altro nome da trovare. E il compito di trovarlo naturalmente se lo assume Roma perché dovesse demandarlo a Potenza, si ricadrebbe nella stessa palude . Oggi come oggi ci sono due punti fermi: l’imprenditore di Senise non contempla l’opzione di fare un passo indietro e se non c’è Chiorazzo Italia viva va con la destra, perhcè non intende dare una mano per perdere le elezioni. Un pensiero molto terra terra e che fa capire come una certa politica si sia ridotta . L’altra cosa da tener presente è che le elezioni sarde hanno pesato i Cinquestelle ed è da mettere in conto che anche in basilicata il Movimento non vada al di sopra del 7 per cento se in coalizione. Il che significa che grosso modo vale quanto il partito di Calenda o poco più. L’impressione è che mantenere tutti dentro è operazione quasi impossibile e che la sola via per arrivarci è un accordo romano tra tutte le forze di centrosinistra su un nome che per gradimento o necessità si ponga come la sola unica carta da spendere con ubbidienza e senso di responsabilità. Vista l’impossibilità di un accordo in regione, si accetti da parte di tutti la decisione romana, piaccia o no. Rocco Rosa
CENTROSINISTRA ED ELEZIONI, ORMAI IL PALLINO E’ NELLA MANI DI ROMA
