Non sta avendo successo la tattica del Pd di far digerire piano piano agli altri partiti la decisione presa a Roma di appoggiare Angelo Chiorazzo. E le consultazioni avviate dal segretario Lettieri con le altre forze vengono stoppate da una presa di posizione netta da parte di Azione, del Psi e di Europa Verde, sia pure con passaggi che denotano una posizione non univoca. Tutti concordano sulla premessa: e che cioè il Pd non è più il partito dominante di una volta che dettava legge all’insegna del prendere o lasciare. Oggi è una formazione che è ridotta al minimo storico e che per questo solo motivo dovrebbe avere l’umiltà di rapportarsi  con pari dignità alle altre forze del centrosinistra: senso di responsabilità e capacità di mettere da parte convenienze di partito dovrebbero essere il segno distintivo di una alleanza che, facendo ammenda degli errori del passato, si prodighi per il bene esclusivo della Basilicata. Intorno a questo concetto che unisce le forze che ad oggi non accettano il diktat di un solo partito, si registrano però indicazioni diverse su come provare a trovare una ripartenza, tra chi esplicitamente chiede un altro nome al posto di Chiorazzo e chi invece non ne fa una questione di persone ma di sostanza della politica : e cioè esaminare serenamente come e con chi si può vincere, atteso il fatto che la migliore risposta che si possa dare ai lucani è battere questa destra che da Pontida in giù sta affamando il Meridione, togliendogli non solo le risorse  economiche ( vedi quelle regionali dirottate sul Ponte di Messina) ma anche il potere decisionale circa le scelte da fare sui singoli territori ( vedi lo scippo della risorsa idrica).Se così stanno le cose, il punto di ripartenza coincide con la scelta di un metodo che possa democraticamente esprimere la soluzione più unitaria possibile, sia sul programma sia sulle liste, sia sulla guida di questa  importante battaglia elettorale. Le primarie di coalizione possono essere lo strumento più adatto per mettere tutti d’accordo. A chi sostiene che è tardi, si può obiettare che volendo in due, tre settimane le selezioni si possono fare. A chi sostiene che ormai Chiorazzo è andato avanti, si può obiettare che,proprio perché ha già dalla sua importanti adesioni ( quasi tutto il PD, un fronte civico abbastanza vitale, la base di molti partiti del centrosinistra, dai cinquestelle ai verdi) confrontarsi con gli altri significa dare un segnale di chi cerca l’unità e non la divisione, al di là degli errori che un neofita della politica può aver commesso. E non c’è da temere l’ incursione nelle urne da parte di elettori del centrodestra ( come avvenuto nel passato) , scoraggiati come sono dall’amaro in bocca che le due amministrazioni di riferimento ( Regione e Comune di Potenza) hanno lasciato. Un pò di coraggio e un tavolo preparatorio sui criteri per la candidatura ( no ad ex Presidenti di Giunta ,no a segretari in carica dei partiti e via dicendo) possono portare verso una via d’uscita indolore e creare le premesse per una sfida elettorale coinvolgente  e in grado di svegliare i tanti elettori sfiduciati o dormienti.  ROCCO ROSA