di Franco Cacciatore

Ancora una volta tante le speranze per la valorizzazione di Monticchio laghi, oggi in degrado. L’occasione l’istituzione del Parco Naturale Regionale del Vulture. Purtroppo anche questo stenta a trovare la sua realizzazione a causa della lotta di spartizione fra i sindaci del luogo e non per la difesa del territorio ma per la propria poltrona. In attesa che il buon senso prevalga, per noi  l’occasione per presentare questo luogo eccezionale della Basilicata in un servizio che unisca la sua potenzialità turistica a una storia dai tanti risvolti, vicende emblematiche di un territorio nella questione meridionale.

Bramea

Monticchio laghi, definito un angolo della Svizzera in Basilicata, è ancora  luogo del “mordi e fuggi”, dove la bellezza del luogo contrasta con la scarsa cura dell’ambiente. Eppure la località ha tutte le premesse perché divenga polo di attrazione turistica per l’intera regione. Alla ricchezza naturalistica vegetale e animale unisce quella monumentale e storica e non ultima la presenza di acque minerali e bagni termali, in uso un tempo a partire dai Romani. Rarità unica nell’intera Europa, la famosa Bramea, legata per la sua vita a un’altra singolarità, il frassino (fraxicus oxycarpa) che cresce nella località .

Monticchio – Resti di S.Ippolito

E poi i ruderi di S. Ippolito dove si assomma interesse storico, monumentale e archeologico di eccezionale interesse. Dall’insediamento di monaci benedettini, tra l’XI e il XII secolo, a quello di epoca alto-medioevale. Una delle più significative testimonianze di presenza e arte paleocristiana. Da recenti scavi nelle sepolture anche il rinvenimento di monete appartenenti al periodo federiciano. Infine l’abbazia di S. Michele, ultima tappa del monachesimo nella zona, consacrata nell’agosto del 1059 da Papa Niccolò II, trovandosi a Melfi per il primo concilio nella città. Fece parte di quel feudo ecclesiastico, uno dei più ricchi d’Italia, a guida dell’abate cardinale Federico Borromeo.

Monticchio badia

Alla grandezza del passato in tempi più recenti si è cercato di unire attrazioni e iniziative per il decollo turistico dell’area. Così l’attuazione, negli anni ’50, di una Casina Laghi, a cura dalla Provincia di Potenza e gestita dall’EPT, luogo di ristoro ma anche di serate danzanti. Nell’agosto 1964 addirittura lo svolgimento di selezione di Miss Italia. Oggi è un rudere!

Ugualmente finiti nel nulla i miraggi di tante realizzazioni, programmate in occasione della “Festa della Montagna”, svoltasi negli anni ’60. A seguire il concorso per un piano regolatore, vinto dal progetto “Ponti sul verde”, non andato in porto. Così caduta nel vuoto un’adombrata richiesta del Touring di istituire un villaggio turistico lacustre. Dieci anni dopo, la realizzazione della funivia Monticchio laghi – Monte Vulture. Purtroppo, a causa della rottura di un cavo (di riserva!) mai riparato, dopo breve tempo cessò di funzionare. Quello che continuò, per vari anni, fu l’esborso di svariati milioni alla ditta appaltatrice per la manutenzione. La funivia oggi, solo un ricordo!

Da allora nessuna valida iniziativa per il suo decollo. Eppure Monticchio nel gennaio del 1932, nella Conferenza Internazionale di Merano, era stata dichiarata “Meta di turismo internazionale”.

Questo il veloce percorso di un’area in cerca di promozione. Resta da inserire un capitolo di precipua importanza con avvenimenti all’indomani dell’Unità d’Italia, nei quali proprio Monticchio avrà un ruolo di primo piano. Una storia che vedrà protagonisti uomini come Floriano Del Zio e Giustino Fortunato, che reclameranno a gran voce l’equiparazione della regione, da troppo dimenticata, al resto d’Italia. Ma questo nella prossima puntata.

 

COPERTINA: SERATA DANZANTE

Allegati: Imagine di Monticchio – La Bramea – Ruderi di S.Ippolito – L’Abbazia sul lago – Casina Laghi –   Funivia laghi di Monticchio.